Addio a Tullio De Mauro, da oggi la cultura di questo Paese è più povera

Si è spento a 84 anni Tullio De Mauro, linguista, docente universitario, narratore raffinato.

Tullio De Mauro

Tullio De Mauro

Antonio Cipriani 5 gennaio 2017

È morto Tullio De Mauro. Linguista, docente universitario, autore del Grande dizionario italiano dell’uso e della Storia linguistica dell’Italia unita, aveva 84 anni. È stato ministro della pubblica istruzione dal 2000 al 2001. Poche personalità come De Mauro hanno operato per lo sviluppo di una cultura democratica, per la comprensione di ciò che volesse dire, dire qualcosa. Contro l’analfabetismo di ritorno, luogo fertile per ogni deriva autoritaria, fascista e brutale.

A dare la notizia è stato il sito di Internazionale, diretto dal figlio Giovanni De Mauro, con cui collaborava con le rubriche “La parola”, dal 2006, e “Scuole”, dal 2008.


La sua rubrica sulla scuola su Internazionale per anni è stata la prima lettura su quel settimanale così interessante. L'ultimo suo pezzo, apparso il 16 dicembre era intitolato Occhio alla media superiore. Ma voglio citare quella, con un finale davvero importante nel quale è difficile non riconoscersi e, quindi, temere: è stata pubblicata il 2 dicembre: La storia si complica. Parlando delle primarie francesi della destra, De Mauro analizzò i programmi dell'istruzione dei tre candidati, soffermandosi sull’impianto nazionalista e xenofobo del vincitore, François Fillon. "A destra piacciono le sue idee, anche se ne mostrano limiti e veri errori di fatto e gli si rimprovera il ritorno a una scuola deliberatamente classista. Qualcuno non si perde in critiche particolari. Jean-Claude Dupas, ex rettore dell’università di Lille, storico della letteratura e del teatro, nel suo blog (Le Monde, 23 novembre) ricorda il pensiero esposto da Nicolas Condorcet nel 1792 all’Assemblée nationale sull’instruction publique generalizzata. Senza questa persisterà sempre la distinzione in due classi: Quella delle persone che ragionano e quella delle persone che credono a opinioni altrui. Celle des maîtres et celle des esclaves. E, si sa, è difficile liberare gli schiavi che si credono liberi".
Quanto ho amato questa ultima frase: ...difficile liberare gli schiavi che si sentono liberi.


Che dispiacere immenso. Un pezzo della nostra vita e di quell'immaginario culturale che ha animato ogni nostra speranza se ne va. Saremo tutti più poveri e più ignoranti senza questo piccolo-grande uomo che ci ricordava il valore della conoscenza, che ci spiegava come solo il 30% dei cittadini capisce davvero qualcosa di quello che legge. E solo il 10% comprende il significato dei termini scientifici e stranieri...
A Giovanni, collega brillante e raffinato, alla famiglia De Mauro vanno le nostre più sentite condoglianze. (a.c)



 


Tratta dal suo sito personale, ecco la biografia di Tullio De Mauro.



Tullio De Mauro (Torre Annunziata, Napoli, 31 marzo 1932) dal 2007 è professore emerito dell’Università di Roma “Sapienza”.


Laureato in Lettere classiche nel 1956, libero docente di Glottologia nel 1961, è stato assistente ordinario dal 1958, professore incaricato dal 1961, professore straordinario e poi ordinario dal 1967 insegnando materie linguistiche (Glottologia, Linguistica generale, Linguistica italiana) e Filosofia del linguaggio nella Facoltà di Lettere della Sapienza (1961-67, 1974-2007) e nelle università di Napoli Orientale (1958-60), Palermo (1967-70) e Salerno (1970-74), poi a Roma.


Ha svolto e pubblicato studi di sintassi delle lingue indoeuropee antiche, di lessicologia e semantica storica, storia delle idee e teorie linguistiche, semantica teorica, storia linguistica italiana, lessicostatistica, linguistica educativa. È autore di volumi, in parte tradotti in altre lingue, tra cui


Storia linguistica dell’Italia unita, Laterza, Bari 1963,


Introduzione alla semantica, Laterza, Bari 1965,


Ludwig Wittgenstein: his Place in the Development of Semantics, Reidel, Dordrecht 1966;


introduzione e commento a F. de Saussure, Corso di linguistica generale, Laterza, Bari-Roma 1967,


Le parole e i fatti, Editori Riuniti, Roma 1977,


Scuola e linguaggio, id., ivi 1977,


L’Italia delle Italie, Nuova Guaraldi, Firenze 1979,


Guida all’uso delle parole, Editori Riuniti, Roma 1980,


Minisemantica dei linguaggi non verbali e delle lingue, Laterza, Bari-Roma 1982,


Lessico di frequenza dell’italiano parlato, Etas-Libri, Milano 1993,


Linguistica elementare, Laterza, Bari-Roma 1998,


Grande dizionario italiano dell’uso-GRADIT, 6 voll., UTET, Torino 1999, 2° ed., 8 voll., 2007,


Prima lezione sul linguaggio, Laterza, Bari-Roma 2002;


Contare e raccontare, con Carlo Bernardini, Laterza, Bari-Roma 2003;


La cultura degli italiani, intervista a cura di Francesco Erbani, Laterza, Bari .Roma 2004,


La fabbrica delle parole, UTET libreria, Torino 2005,


I casi greci e il nome del dativo, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2005,


Primo Tesoro della Lingua Letteraria Italiana del Novecento, UTET-Fondazione Bellonci, Torino 2007 (DVD,


Lezioni di linguistica teorica, Laterza, Roma-Bari 2008,


Il linguaggio tra natura e storia, Mondadori Education-Sapienza, Milano-Roma 2008,


Grande dizionario italiano dei sinonimi e dei contrari,2 voll, UTET, Torino 2010.


È stato presidente della Società di Linguistica Italiana (1969-73). della Società Italiana di Filosofia del Linguaggio (1982), della Fondazione Mondo Digitale (2001-10), del comitato direttivo del Premio Strega (dal 2007).


Dal 2003 socio corrispondente, poi Accademico .dell’Accademico della Crusca, dal 2012 socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei, .è socio onorario dal 2005 dell’AitLA -Associazione Italiana di Linguistica Applicata, dal 2010 della Società Dantesca Italiana e della ASLI, Associazione Storici della Lingua Italiana e nel 2011 ha ricevuto la life honorary membership dell’AATI, American Association of Teachers of Italian.


È doctor honoris causa delle università di Louvain Catholique (Lovanio) 1999, Ècole Normale Supérieure (Lione), 2005, Waseda (Tokyo) 2008, Bucarest, 2009, Sorbonne Nouvelle (Parigi), 2010, Pablo de Olavide (Siviglia), 2012, Ginevra, 2013.


Dal 1995 Grande ufficiale al ,merito della Repubblica, dal 2001 Cavaliere di Gran croce al merito della Repubblica Italiana, nel 1976-78 è stato assessore alla cultura della Regione Lazio e nel 2000-2001 ministro della pubblica istruzione (governo Amato bis).