In alto i calici: un brindisi per il professor Tolkien

Lo scrittore, che ha influenzato generazioni a venire con le sue opere (Il signore degli anelli, Lo Hobbit e il Silmarillion), nasceva il 3 gennaio 1892 in Sudafrica

J. R. R. Tolkien

J. R. R. Tolkien

Davide Monastra 3 gennaio 2019

127 anni fa nasceva a Bloemfontein, nel Sudafrica, John Ronald Reuel Tolkien, massimo studioso di letteratura medievale inglese e scrittore che con i suoi romanzi sull’universo di Arda (Il signore degli anelli, Lo Hobbit e il Silmarillion) ha influenzato le generazioni a venire. Nato il 3 gennaio 1892, dopo la morte del padre nel 1896, Tolkien fa rientro in Inghilterra, nel villaggio di Sarehole presso Birmingham. Dalla madre, il futuro professore ereditò l’amore per le lingue e per le antiche leggende e fiabe. Dopo la morte di lei nel 1904, fu educato da Padre Francis Xavier Morgan, un sacerdote cattolico degli Oratoriani. Studiò all’Exeter College di Oxford, dove ottenne il titolo di Bachelors of Arts nel 1915. Combattente nella prima guerra mondiale, ritornò ad Oxford ove divenne Master of Arts nel 1919, e collaborò all’Oxford English Dictionary. Insegnò lingua e letteratura anglosassone ad Oxford dal 1925 al 1945, e poi lingua e letteratura inglese fino al suo ritiro dall’attività didattica. Morì a Bournemouth, nello Hampshire, il 2 settembre 1973.

La carriera professionale di Tolkien fu brillante ed è innegabile che ad oggi è forse il più grande studioso di lingue mai vissuto in Inghilterra, ma il suo nome sarebbe rimasto sconosciuto se un giorno, sul retro di un compito che stava correggendo, per pure caso non avesse scritto distrattamente: «In un buco della terra viveva uno Hobbit». Nacque così “Lo Hobbit”, racconto fantastico ambientato in un mondo chiamato la Terra di Mezzo, popolato da strane creature come Orchi e Troll, ma anche Elfi, Nani, Uomini e Hobbit, appunto.

Dopo “Lo Hobbit”, trampolino di lancio per la sua carriera di scrittore, Tolkien si dedicò alla sua opera più importante, la trilogia de “Il signore degli anelli”. Scritta in una lingua molto ricercata che imita il l’inglese medievale, la trilogia, riunita poi in un unico volume diviso in tre parti, è anche un campo di studio per il professore, soprattutto per la nascita di nuove lingue come l’elfico o la lingua oscura del signore di Mordor. Per ricreare le sue lingue a tavoline, Tolkien ha studiato per tutta la vita dal dialetto delle Midlands  all’inglese arcaico, passando dalle lingue delle letterature nordiche (norvegese, danese, islandese). Disse: “La tendenza all’invenzione linguistica, il combinare un concetto con un’immagine sonora e il godimento nell’osservazione del nuovo rapporto così instauratesi, non è abuso ma una cosa ragionevole. Il divertimento di questi idiomi inventati è addirittura più vivo che nell’apprendere una nuova lingua”. Probabilmente senza questa passione per la linguistica non sarebbero mai potuto venire alla luce quelli che sono riconosciuti ormai come capisaldo della letteratura inglese del Novecento e che hanno condizionato anche il mondo della settima arte con l'esalogia di Peter Jackson che ha riportato in auge il grande scrittore.