Erdogan vieta nei teatri turchi Shakespeare, Brecht e Dario Fo

Il proclama: saranno rappresentate solo opere turche per rafforzare l'unità della patria

Dario Fo

Dario Fo

globalist 3 settembre 2016

Dopo i giornalisti imbavagliati, ora la censura di Erdogan colpisce anche i teatri e anche - per quanto riguarda l'Italia - il premio Nobel Dario Fo, le cui opere sono state bandite dal paese: infatti la Direzione ufficiale delle imprese nazionali di teatro in Turchia, ha rimosso dal cartellone e dal repertorio tutte le opere di drammaturghi non turchi come William Shakespeare, Anton Chekhov, Bertolt Brecht, e Dario Fo.
Il Dt aprirà la stagione il 4 ottobre, con la messa in scena di otto pieces in 65 teatri in tutta la Turchia. "Come amanti della patria, apriremo le nostre sale solo con opere locali al fine di contribuire all'integrità e all'unità della patria e per rafforzare i sentimenti nazionali", ha detto Nejat Birecik, vice presidente dello Dt, ripreso da Clarion Project. Anche se lo slogan della nuova stagione Dt sarà: "I sipari della Turchia si aprono solo con il teatro turco" alcuni opere turche hanno subito la stessa sorte delle opere straniere come "La storia ottomana con foto" di Turgut Ozakman e "La strada cieca" di Tuncer Cucenoglu, durante il periodo elettorale.
Le purghe successive al fallito golpe del 15 luglio hanno interessato anche molti attori che sono stati anche esposti a pressioni esterne, come il taglio dello stipendio; molti teatri del circuito nazionale Dt sono stati licenziati.