Dalla storia della casa editrice Sansoni emerge un Gentile “protettore” degli ebrei

Un libro svela alcuni retroscena nella vita del filosofo Giovanni Gentile, figura da tempo al centrodi un dibattito storico.

Giovanni Gentile

Giovanni Gentile

globalist 31 agosto 2016

La storia della casa editrice Sansoni, fondata nel 1873 a Firenze, da quando fu rilevata negli anni Trenta da Giovanni Gentile a quando, negli anni Settanta, entrò a far parte dell’Universo Rizzoli. Un prestigioso marchio editoriale con il quale hanno pubblicato alcuni tra i più importanti esponenti della cultura del Novecento, alla cui guida è stato Federico Gentile, il figlio del filosofo ucciso dai partigiani.

A scriverla – avvalendosi per lo più dei carteggi fra i membri della famiglia Gentile e i loro più autorevoli collaboratori, a partire da Delio Cantimori – Orazio Pugliese, un ex redattore della casa editrice che, dopo aver iniziato il mestiere alla Einaudi di Torino e prima di diventare l’art director della Marsilio di Venezia, ha curato alcuni fra i più importanti titoli in catalogo e alcune fra le più apprezzate collane proprio della Sansoni, fra il 1961 e il 1970.


Il libro si intitola «Gentile editore…». I libri della Sansoni nelle memorie dei suoi protagonisti, ed è stato pubblicato, anche in formato e-book, dalle Edizioni Phasar.

Il quadro che ne emerge è uno spaccato della cultura italiana del Novecento, da Eugenio Garin a Antonio Banfi, da Roberto Longhi a Federico Chabod, da Cesare Garboli a Vittore Branca, da Galvano Della Volpe a Giacomo Devoto, per non parlare degli autori stranieri tra i quali spiccano i nomi di Johann Huizinga, Golo Mann, Francis Haskell.

Proprio quest’ultimo, l’autorevole storico dell’arte britannico, innovativo studioso del mecenatismo rinascimentale e della storia del gusto, nella prefazione alla prima edizione italiana del suo Mecenati e pittori dedicò il volume in particolare a Pugliese «per il prezioso aiuto dal lui dato nella laboriosa preparazione e cura di questa edizione» e per «la calda ospitalità che egli mi ha offerto e per la sua schietta amicizia».

Giovanni Gentile. Un ampio capitolo del libro è dedicato a “rivedere” criticamente l’adesione al fascismo di Giovanni Gentile, alla luce dei carteggi suoi e del figlio sull’opportunità o meno di accogliere libri di ebrei e, d’altra parte, su quella delle modalità migliori per pubblicare autori di destra come Carl Schmidt o alcuni saggi su Hitler. 


Foto: Orazio Pugliese

L’autore

Orazio Pugliese (Torino 1928), dopo una breve esperienza a “l’Unità” di Torino entra da Einaudi, per poi trasferirsi nel 1960 a Firenze da Sansoni dove vi lavora fino al 1970. Passa quindi da Guaraldi, curando il censuratissimo Libretto rosso degli studenti e Gli scacchi di Mao sul ricorso all’antico gioco Wei-ch’i nella rivoluzione cinese. Collaboratore di numerose case editrici (tra cui il Saggiatore, Bompiani, Garzanti, Raffaello Cortina, Edizioni San Paolo, Nardini, Loggia de’ Lanzi e Meridiani Mondadori), nel 1975 ha progettato con John Alcorn la grafica del periodico “Politica e Società”. È stato per tutti gli anni Ottanta l’art director della Marsilio di Venezia. Ha diretto e curato la storia in 5 volumi del Partito comunista italiano attraverso i Congressi dal titolo Da Gramsci a Berlinguer, ed ha tradotto per le Edizioni San Paolo Tre racconti di Gustav Flaubert.

Scheda libro. 





Orazio Pugliese

«Gentile editore…». I libri della Sansoni nelle memorie dei suoi protagonisti

Phasar Edizioni, pp. 340, € 17,00. Formato e-book € 6,99






Il libro è acquistabile anche in formato e-book nelle migliori librerie on-line e nel sito internet della Phasar (www.phasar.net - [email protected]phasar.net) e può essere ordinato in qualsiasi libreria (comprese quelle della catena Feltrinelli, ed escluse quelle della Mondadori).