Tom Jones, il gallese dalla voce d'acciaio

Il cantante gallese dotato di una voce possente e con un'estensione paurosa compie 75 anni. Una storia la sua degna di un personaggio di Dickens.

Piero Montanari 6 giugno 2015
[b]di Piero Montanari[/b]



ll 7 giugno Thomas Jones Woodard, in arte Tom Jones, compie 75 anni e continua ad essere, a cinquant'anni dal suo esordio, uno dei cantanti più famosi del mondo e trasversale a generi e generazioni.



Una storia la sua degna di un personaggio di Dickens. Nato il 7 giugno del 1940 a Pontypridd, un piccolo sperduto villaggio di minatori del sud del Galles e figlio, manco a dirlo, del minatore Thomas Jones, aveva iniziato anche lui a scavare nelle coal mines, nelle miniere di carbone che sono la più importante risorsa del paese, ma aveva scoperto che gli piaceva cantare e madre natura lo aveva dotato di una incredibile voce possente e con un'estenzione da far paura.



Divenne noto in zona per questa caratteristica e perchè cantava con un piccolo gruppo beat molto attivo nel sud ovest del Galles, ma la fortuna gli fece incontrare Gordon Mills, un cantautore gallese che, impressionato dalla potenza della voce di Tom, lo portò subito a Londra per fargli firmare un contratto discografico.



Dopo alcuni tentativi andati male, uscì il primo singolo Chills and Fever, che passò inosservato, ma il secondo fu un "botto" mondiale, Is not unusual, che in Italia cantò anche Little Tony col titolo di Non è normale.



Da quel momento la carriera di Tom, il minatore dalla voce d'acciaio, divenne una discesa senza ostacoli e i successi si susseguirono numerosi: Thundeball, colonna sonora dell'omonimo film di 007 James Bond, che gli fruttò anche un Grammy nel 1965, What's new Pussycat, splendido brano di Bacharach, ma anche Delilah, Help yourself, She's a Lady, fino ad arrivare ai giorni nostri con Sex Bomb, estratto dall'album Reloaded che vendette, nel 1999, oltre sei milioni di copie nel mondo.



Ottanta milioni sono invece i dischi venduti fino ad oggi da Tom Jones, e promette, anche in epoca di downloading, di continuare a fare grossi numeri perchè la sua carriera, in barba ai 75, non sembra conoscere pause.



Un piccolo ricordo personale: nel 1965 suonavo con Little Tony proprio nel periodo in cui lanciava in Italia il singolo di Jones, Non è normale, e Tom Jones era in assoluto il mio cantante preferito. Lo raccontai in una intervista a Ciao Amici, rivista musicale molto famosa all'epoca, e ricordo che Tony si arrabbiò molto: “Pensavo di essere io il tuo cantante preferito – mi disse tra il serio e il faceto – e invece è Tom Jones... bene bene. Stasera, per punizione, non prendi la paga!”