Occupy Germany, l'ultimo canto di Valaoiritis

Intervista al grande poeta greco autore di Occupy Germania. Valaoiritis dice: Berlino e Bruxelles si comportano come ai tempi dell'imperialismo romano.

Desk 28 giugno 2012

di [b]Maddalena Papacchioli[/b]


Nanos Valaoiritis è considerato uno dei più importanti intellettuali greci viventi, poeta surrealista e letterato accademico di fama internazionale. A lui si deve la traduzione in lingua inglese di molti autori della letteratura greca moderna. Da esule, ha vissuto in Francia, in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Dalla prima occupazione tedesca del suo paese, Valaoritis scappò nel 1944, dopo una breve parentesi di resistenza in patria come partigiano. Tornò in Grecia nel 1960, per riuscirne sette anni dopo, all'insediamento della dittatura dei colonnelli. Il suo terzo rimpatrio è recente: nel 2003 si ristabilisce, ormai vecchio, nella sua casa di Atene. E' animatore culturale della rivista [i]Nea Synteleia[/i] (che vuol dire: La nuova fine del mondo).

Oggi, all'ultima “occupazione tedesca”, non pensa più di rispondere con l'ennesima fuga. Il suo girovagare inquieto di poeta si è trasformato in un grido di dissenso, che diventa un pubblico atto d'accusa e un appello alla sollevazione collettiva.

La sua lettura della drammatica situazione attuale della Grecia fa riferimento alla storia più antica.
Nell'intervista che Valaoiritis ha rilasciato al sito francese Rue 89, qualche giorno fa, dichiara:

“Berlino e Bruxelles si comportano come ai tempi dell'imperialismo romano. Il ceto medio greco paga delle tasse enormi. Solo i più ricchi evadono, soprattutto gli armatori. In più, la Germania ci presta soldi ma ci costringe ad acquistare i suoi prodotti, ed oggi teme un effetto-boomerang se i paesi più poveri non spendono più”.


Dall'alto dei suoi 91 anni, Valaoiritis ha scritto nei mesi scorsi un articolo-manifesto dal titolo[i][b][/b] Occupy Germany[/i], che invita alla protesta contro le politiche di austerità economica rappresentate dal diktat tedesco di Angela Merkel su tutto il vecchio continente.

Scrive Valaoiritis: “... le banche internazionali sono la causa della crisi finanziaria... le banche internazionali sono la causa della crisi economica mondiale... le banche internazionali sono la causa della crisi del debito... bisogna fare qualcosa.... bisogna rendere inoffensive le banche... ottenere il controllo delle banche centrali...”. E Ancora: “La mozione-Occupy è una protesta civile e pacifica che chiama alla disobbedienza civile. Il movimento vuole risvegliare una nuova coscienza politica nei cittadini. Chiama all'azione, perché la nostra democrazia è in pericolo... Per salvarla, bisogna mettere in marcia movimenti mondiali di occupazione...”.



Colpiscono le parole di Valaoiritis, che nella sua lunga vita ha perduto e ritrovato la sua patria, senza esserne mai stato profeta.[b] Occupy Germany[/b] è un accorato appello alla lotta per la democrazia, (che fa eco a quello recente di un altro grande vecchio dei nostri tempi, Stephane Hessel: “Indignatevi!”) e si chiude trionfalmente, con un grido di liberazione poetica: “Viva la democrazia! Viva George Orwell!”