Il regista di 5 broken cameras bloccato a Los Angeles

Ufficio Immigrazione Usa: non può partecipare agli Oscar (a cui è candidato). Ore di interrogatorio, minaccia di rimpatrio, l’intervento di Michael Moore e il rilascio.

Desk 20 febbraio 2013
Il regista palestinese Emad Burnat, candidato all’Oscar con il documentario “5 broken cameras”, non è il benvenuto negli Stati Uniti.


Ieri notte è stato fermato con la famiglia (la moglie e il figlio di otto anni) all’aeroporto di Los Angeles. [b]Ore di attesa e di domande da parte della polizia e dei funzionari dell’Immigrazione[/b]: Burnat non avrebbe avuto un invito idoneo a partecipare alla cerimonia cinematografica americana. Eppure è candidato.


Minacciato di rimpatrio immediato, [b]Burnat ha contattato il regista americano Michael Moore che si è subito attivato per venirgli in soccorso[/b]: Moore ha subito chiamato gli organizzatori della Notte degli Oscar che hanno confermato l’invito di Burnat. Il regista palestinese è stato rilasciato questa mattina.


Burnat ha commentato: “Non è nulla. [b]Ci sono abituato. Quando vivi sotto occupazione, senza nessun diritto, questa è la quotidianità”[/b].
"5 broken cameras" è il primo film palestinese ad essere candidato al premio Oscar. Il documentario racconta, attraverso le cinque telecamere di Burnat distrutte dai soldati israeliani, la resistenza popolare nonviolenta del villaggio palestinese di Bi'lin. Nena News