Dalla, cantautore, poeta e regista di opere

Un artista a tutto tondo che ha dato un grande contributo, oltrechè alla musica, anche al teatro e alla poesia.

redazione 1 marzo 2012
[b]di Francesco d'Ayala [/b]



Tutto era cominciato suonando il clarinetto, "il secondo di tutta Bologna dopo di me"... ricordava ridendo Pupi Avati che poi ha preferito sedere dietro la macchina da presa che salire su un palco. Lucio Dalla era un poeta oltre che un eccellete musicista. Quattro marzo del 1943, poesia scritta dalla poetessa Paola Pallottino, era diventata, oltre a celebrare il suo giorno esatto di nascita, la canzone che lo aveva portato al successo nel Sanremo del 1971.



Per anni la straordinaria collaborazione con un altro poeta: Roberto Roversi con lui si fa conoscere per degli album come "Anidride solforosa" o "Il giorno aveva cinque teste", dove si inizia a delineare con forza l'ironia stralunata della coppia ed il modo di cantare unico di Dalla. Nel 1976 il capolavoro della coppia: Nuvolari, un album monotematico sul corridore mantovano e un grande omaggio alla propria terra l'Emilia dove la velocità insieme alla musica, dall'opera al rock, sono di casa. Nel 1978 comincia a scrivere i suoi testi per "Come è profondo il mare" un album che vende due milioni di copie e cambia per sempre il suo modo di pensare musica. Un successo che viene doppiato da Lucio Dalla, l'anno dopo dove "Disperato erotico stomp" e "L'anno che verrà" diventano colonne sonore di un'intera generazione... quella che allora aveva tra i venti ed i trent’anni. Nel 1979 un altro record la tournè, completamente sold out, negli stadi, la prima per dei cantautori italiani, condotta in anni di pesante recessione e terrorismo con un altro astro della musica italiana: Francesco De Gregori.

La canzone a doppia voce "Ma come fanno i marinai" rimane il successo immortale di quel periodo. Simbolo di un Italia ancora abbastanza autarchica almeno per quello che riguarda la musica. Con il cantautore romano Lucio Dalla aveva collaborato già dai tempi dell'album Rimmel suonando l'organo in "Pablo".

Dopo il periodo con De Gregori Dalla torna alla sua musica dunque sempre onirico nei suoi testi e nei concerti dal vivo,dove Lucio Dalla, non ha paura di presentarsi con un vistoso parrucchino biondo. Non ha timore, anche, di mostrare e di parlare in pubblico della sua bisessualità. Aprendo la mente di un Italia ancora bigotta malgrado siano iniziati gli anni della Milano da bere. Seguono periodi di grandi successi come la donna cannone e l'album dedicato al grande tenore Enrico Caruso. Tournè trionfali dove il piccolo cantautore si fa amare sempre di più. La televisione non lo convince mai completamente.

Fino a "La Bella e la Bestia" fine anni '90, dove accetta la parte del mostro geniale in coppia con Sabrina Ferilli per quattro puntate diventate cult televisivo già dopo la prima.

Nel nuovo millennio si lancia, sulle orme di Cocciante, nell'opera con "Tosca, amore disperato", di cui scrive musiche e testi. Un successo che comunque non lo convince del tutto.

Il cinema lo tenta con le colonne sonore di due film proprio dell'amico Pupi Avati: "Gli amici del Bar Margherita", e il "Cuore grande delle ragazze" di cui firma la colonna sonora. Un'artista a tutto tondo partito poverissimo, "Dormivo dentro i portoni" ricorda lui e finito nell'empireo di quelli che hanno cucito sul pentagramma i sogni di tutti.