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La macchinazione, un'opera necessaria

Arriva al cinema il film di David Grieco sugli ultimi tre mesi di vita di Pasolini. Un’opera necessaria, ancor prima che per la memoria di Pasolini, per noi stessi. [Vittorio Zenardi]

 Una scena da "La macchinazione"
Una scena da "La macchinazione"

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21 Marzo 2016 - 12.11


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di Vittorio Zenardi

Giovedì 24 marzo 2016 arriva nelle sale La macchinazione, film diretto da David Grieco che racconta gli ultimi tre mesi di vita di Pasolini e del suo rapporto con il giovane ragazzo di vita Pino Pelosi.
Quando il 2 novembre del ’75 il corpo senza vita del poeta fu trovato all’Idroscalo, David Grieco fu tra i primi a giungere sul posto insieme al medico legale Faustino Durante. Grieco aveva cominciato a lavorare nel cinema giovanissimo proprio con Pasolini e i due erano legati da profonda amicizia; a lui la famiglia chiese di scrivere la memoria di parte civile del primo processo per l’omicidio.

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Proprio lo speciale rapporto che aveva intessuto negli anni con Pasolini permette a Grieco di concatenare fatti e collegare cose apparentemente distanti tra loro. Questo processo che a volte s’incardina in volute forzature, si esalta grazie alla finzione cinematografica.
La macchinazione è un moto d’amore, sia per la verità, che per l’opera di uno dei maggiori poeti del secolo scorso.
Nella pellicola, oltre al regista, compare il Grieco intellettuale, che con la ragione mette a posto pezzi di puzzle incastrati male e troppo in fretta insieme.

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La verità processuale si sgretola così davanti ai nostri occhi. All’Italia bigotta di allora, forse e per comodo, poteva bastare il movente sessuale.
Ma oggi a quarant’anni di distanza, ci può ancora bastare? Non è forse dovere di un Paese civile sapere quello che realmente successe quella notte?
La proposta d’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sull’omicidio di Pier Paolo Pasolini, va proprio nella direzione auspicata da molti.

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Il merito di Grieco è quello di non essersi fatto logorare nell’attesa della verità, per consegnarci oggi un’opera necessaria, ancor prima che per la memoria di Pasolini, per noi stessi.
Un film che si inserisce nella grande tradizione del cinema civile italiano. La Macchinazione è stato prodotto dalla Propaganda di Marina Marzotto con una piccola partecipazione della francese To Be Contined e sarà distribuito da Microcinema.

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