L'Alba delle janas: il cartoon in 3D per raccontare la storia sarda

Saranno le janas, mitiche fate, e una moderna archeologa, ad accompagnarci in questo viaggio che ci parla di una Sardegna arcaica fra foreste, spiriti benevoli e dimore misteriose.

L'Alba delle janas: il cartoon in 3D per raccontare la storia sarda
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4 Novembre 2015 - 08.53


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di Pia Deidda

Un tempo i miti e le leggende antiche erano narrate oralmente dalle mamme e dai nonni. Era il tempo dell’ascolto. Poi arrivarono gli scrittori e i fumettisti a continuare questa tradizione. Era il tempo della lettura e della visione. Oggi, nell’era della tecnologia e dell’informatica, arriva “Alba delle Janas” un cartoon in 3D. E’ il tempo dell’ascolto e della visione. Entrambi sono mezzi che permettono di trasportarci in un lontano mondo ancestrale, fatto di concretezza quotidiana e di fervida fantasia. Saranno le janas, mitiche fate, e una moderna archeologa, ad accompagnarci in questo viaggio fantastico che ci parla di una Sardegna arcaica fra foreste antiche, spiriti benevoli e dimore misteriose.

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Da cosa nasce questo progetto artistico ideato da lei e da Grazia Serci? Il progetto nasce dal desiderio di comunicare in maniera innovativa la millenaria cultura della Sardegna. Nel nostro lavoro di tutela e valorizzazione di siti archeologici in Sardegna, abbiamo alimentato la passione per i nostri tesori culturali fino a sentire l’esigenza di trasmetterli ad un pubblico sempre più vasto e in modo più coinvolgente. Questa opportunità l’abbiamo trovata nell’ideazione di un racconto originale in cui si intrecciano conoscenze archeologiche e tradizione orale. Abbiamo attinto alle storie sulle Janas, esseri fantastici che popolano le nostre leggende. Volevamo, Grazia ed io, offrire un prodotto didattico atipico, serio e rigoroso, ma leggero nella sua funzione di trasmettitore di contenuti, attivando i nuovi percorsi che ci offre la tecnologia moderna.

Può dirci qualcosa sulle storie che accompagneranno quella che, mi sembra di capire, sarà una serie di cortometraggi che vedrà la sua realizzazione nel tempo? Sì, Alba delle Janas è il primo episodio di una trilogia, infatti, attraverso i tre episodi riusciremo a completare un excursus storico che si dipana dal periodo neolitico e avvolge l’intero periodo nuragico. Ci sono serviti ben tre episodi, già scritti e sceneggiati perché, essendo l’impresa veramente titanica per noi dal punto di vista economico, non avremmo potuto produrre tutti e tre gli episodi in una volta, realizzando un lungometraggio! Sarebbe stata un’impresa troppo ardua da affrontare solo con le nostre risorse economiche!Il filo conduttore è la passione dell’archeologa Alba per il suo lavoro e la sua terra. Adora visitare i luoghi dei suoi avi non solo per lavoro ma anche per puro piacere. Le Janas, di cui in questo caso abbiamo voluto evidenziare la natura benevola, si commuovono al vedere questa grande passione di Alba e le fanno un insolito regalo che le permetterà di compiere un salto temporale.

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Una realizzazione che ha coinvolto un bel team di lavoro. Come si lavora dietro le quinte? Il team è grandioso! Il mio entusiasmo e quello di Grazia ha contagiato via via tutte le persone che abbiamo coinvolto, ad iniziare da Roberto Lai e Daniele Pagella di Renderingstudio ai quali ci siamo rivolte per la realizzazione grafica, al disegnatore dei soggetti Riccardo Atzeni, all’attrice che impersona Alba nella sezione di riprese dal vivo, Michela Atzeni, al compositore Matteo Martis che ha composto per noi una colonna sonora originale.Dimenticavo, Daniele Pagella, oltre ad essere un esperto di 3D è anche il regista del corto.
Ma tornando alla nostra esperienza dietro le quinte, ci siamo accostate a quest’impresa forti del nostro substrato culturale, frutto di studi universitari e di esperienza maturata nel nostro lavoro di tecnici dei beni culturali ma, frequentando il nuovo team creatosi per Alba delle Janas, ci siamo fatte una cultura in materia di cortometraggi, sceneggiatura e renderizzazione e soprattutto abbiamo trovato un clima dove è possibile realizzare una continua crescita umana e professionale. Abbiamo intenzione di fare grandi cose insieme!

Un progetto indubbiamente costoso che richiede molte risorse. Ci può parlare del metodo da voi adottato per reperire fondi e autofinanziarvi? Ecco appunto! La parola corretta è proprio “autofinanziamento”. Quando ci è venuta l’idea che è maturata in diversi anni, dall’ipotesi iniziale al vaglio delle possibilità che avevamo di realizzare il lavoro, abbiamo fatto vari tentativi di accedere a finanziamenti, ma tutti avevano dei lati oscuri e quando arrivavamo a svelare tutte le più piccole clausole della documentazione necessaria, o scoprivamo che si sarebbe trattato di tempi biblici o che le possibilità di essere finanziate erano remotissime o, ancora, che ci mancava un qualche requisito seppur minimo. Allora, poiché mentre il tempo passava sviluppavamo una vera passione per la nostra idea, abbiamo iniziato a chiedere preventivi per la realizzazione e quando abbiamo trovato la quadratura del cerchio ci siamo lanciate decidendo di finanziare personalmente! Ciò che mi fa piacere sottolineare è che il sacrificio economico affrontato, non ci ha mai tolto la felicità che ci ha dato il vivere tutto il percorso che ne è seguito e l’attesa del compimento finale che adesso è proprio alle porte. Una continua formazione ci ha portato a conoscere metodi alternativi di finanziamento come il Fundraising e in modo particolare il crowdfunding, sistemi giovani in Italia, soprattutto il secondo, ma ben collaudati ed efficaci negli USA e in molti stati dell’Unione Europea.
Così, attraverso la piattaforma internazionale Indiegogo, abbiamo attivato una raccolta fondi per sostenere la nostra iniziativa e per rendere il nostro pubblico partecipe di un’operazione culturale davvero unica per la diffusione della cultura sarda. Lo scopo del finanziamento dalla folla è appunto quello di coinvolgere più persone possibili nella riuscita di un progetto, creando un circolo virtuoso di collaborazione reciproca.

Come sarà la distribuzione dei filmati? Avete avuto un riscontro fra gli addetti ai lavori? Il riscontro ottenuto finora è veramente molto lusinghiero, abbiamo diversi insegnanti che ci seguono e che ci stanno chiedendo di poter utilizzare il nostro progetto come percorso didattico base per l’insegnamento della storia della Sardegna, riviste specializzate che apprezzano soprattutto la tecnologia utilizzata, altri che ci hanno definito “facilitatori culturali” e tutti questi apprezzamenti concorrono a darci la carica per portare avanti il nostro progetto. L’attrice Caterina Murino è diventata la testimonial di Alba delle Janas per la campagna di crowdfunding. Si è entusiasmata quando ha visto le prime immagini montate e ci ha voluto sostenere anche con un dono prezioso: ci ha donato una coppia di orecchini con un valore importante, disegnati da lei per Soha, che ampliano il ventaglio delle ricompense pensate per i sostenitori di Alba. Per quanto riguarda la distribuzione, pensiamo che avrà molteplici sfaccettature, infatti perseguiremo quella che è sempre stata la nostra idea iniziale e cioè portare il corto nei luoghi deputati tipicamente alla cultura, quindi musei, scuole, centri di aggregazione culturale in genere. Costruiremo intorno al nostro film diversi eventi, collegati a momenti di valorizzazione di altri aspetti della cultura della Sardegna, ma non vogliamo svelare troppo per adesso!

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Come si sente oggi Mariangela Corda a lavori ben avviati? Ho l’argento vivo addosso! Ormai si vede la meta, appunto, ma devo restare concentrata fino al momento in cui il cortometraggio sarà presentato e non ci possiamo permettere alcun cedimento di concentrazione! Quando avremo raggiunto questo step, faremo un bel po’ di baldoria poi ripartiremo alla grande con la lavorazione del secondo episodio e con la realizzazione di tante piccole e grandi idee nate in questi mesi nel crogiuolo del meraviglioso team di Alba delle Janas.

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