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Teatro Imperiale, la stagione parte con Pannofino

Sul palco 'I suoceri albanesi'. Tanti i nomi previsti in cartellone: Giorgio Albertazzi, Lello Arena, Alessandro Haber, Sabrina Ferilli, Marco Columbro.

Teatro Imperiale, la stagione parte con Pannofino

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22 Dicembre 2014 - 10.28


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di Michela Draghetti

Ad inaugurare la stagione 2014/2015 del Teatro Imperiale Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi in I suoceri albanesi,ma tanti altri i nomi in cartellone, da Giorgio Albertazzi a Lello Arena ad Alessandro Haber e per continuare Sabrina Ferilli, Marco Columbro e Gaia De Laurentiis.

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Francesco Pannofino ed Emanuela Rossi hanno presentato I Suoceri Albanesi. Una famiglia borghese: un padre, una madre e 2 figli. Lui, Lucio, 55enne, consigliere comunale progressista, lei, Ginevra, 50enne, giornalista illuminata, con un passato fatto di lotte politiche e rivolte generazionali, conducono un’esistenza improntata al politically correct, cercando quotidianamente di trasmettere ai figli, Camilla, 16enne, e Pietro, 23enne, questo loro stile di vita, pregno di valori importanti, di parole mai banali: l’importanza della politica, della solidarietà, della fratellanza.

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Ogni occasione è buona per ribadire simili concetti: a tavola, ascoltando un telegiornale, commentando episodi di vita. Ma come in tutte le famiglie anche le incombenze pratiche occupano uno spazio importante nella vita di Lucio e Ginevra e la rottura di una tubazione del bagno di servizio, che rischia di allagare l’appartamento sottostante, obbliga i coniugi a chiamare una ditta per il restauro completo del servizio igienico. La ditta è formata da due ragazzi: Igli, 27 anni e Lushan di 18. Sono albanesi, con una storia alle spalle di quelle che si leggono tutti i giorni sui quotidiani.

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Viaggi su barconi fatiscenti, periodi di clandestinità, infine l’agognato permesso di soggiorno e adesso una Ditta, con tanto di partita Iva e lavoro in quantità. Un esempio da seguire per Camilla e Pietro! E’ questo che Lucio e Ginevra pensano, guardando a quella luce che illumina gli sguardi dei 2 ragazzi. Una luce piena di vitalità, voglia di fare, come solo chi ha davvero conosciuto la fame può ancora avere. Ma un giorno Lucio dimentica un importante documento, torna a casa ad un orario imprevisto e le certezze sue e di Ginevra crollano come un castello di carte. E i vecchi proverbi non passano mai di moda: chi predica bene, razzola male…

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