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Roma, riaprono i bunker di Mussolini

Da venerdì prossimo verranno aperti al pubblico i cunicoli segreti in cui si rifugiava il Duce durante i bombardamenti

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25 Ottobre 2014


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Riaprono al pubblico i bunker di Mussolini. Da venerdì sarà possibile vedere il nascondiglio segreto del Duce, celato sotto Villa Torlonia. Stamattina il sindaco di Roma Ignazio Marino ha potuto visitarli in anticipo, insieme all’assessore capitolino alla Cultura, Giovanna Marinelli, e all’ex primo cittadino, Walter Veltroni. “Apriamo nuovamente al pubblico, dopo la stagione in cui questo luogo venne aperto dal sindaco Veltroni, e lo facciamo la settimana dopo il viaggio che abbiamo compiuto ad Auschwitz con 145 ragazzi delle scuole romane- ha detto Marino- La nostra amministrazione crede fortemente che sia ancora importante coltivare la memoria in una Europa che ha superato, grazie al cielo, i nazionalismi che hanno portato alle guerre”.

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Ma tornano periodicamente i rigurgiti nazisti: “Ne abbiamo avuto una dimostrazione nelle settimane passate, quando alcuni soggetti, dalle teste più rasate che vuote, hanno pensato che fosse opportuno celebrare la memoria di un uomo che in questa città si è reso responsabile di un massacro di romane e romani”. Quello che sara’ visitabile dal pubblico è il bunker antiaereo più importante d’Italia, realizzato tra il 1942 e il 1943 per proteggere Mussolini e la sua famiglia nella residenza privata di villa Torlonia, e insieme ad esso ci sono il rifugio nella sala centrale del piano seminterrato del casino nobile e il rifugio cantina della villa (per la prima volta aperto al pubblico) attrezzato intorno alla meta’ del 1940. Fu la paura generata dai bombardamenti aerei degli alleati nella Seconda guerra mondiale, sempre più frequenti e sempre più minacciosi, a spingere Mussolini a far costruire un bunker che fosse più sicuro rispetto ai due rifugi già predisposti, ricavati adattando i locali della cantina della famiglia Torlonia (sotto il laghetto del Fucino, vicino al teatro) e della sala centrale nel piano seminterrato del casino nobile. La riapertura del bunker e dei rifugi antiaerei amplia la già ricca offerta culturale di villa Torlonia, ed è stata possibile grazie alla collaborazione tra Roma Capitale, assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione artistica-Sovrintendenza capitolina ai beni culturali e l’associazione culturale Centro ricerche speleo-archeologiche sotterranei di Roma: una riuscita alleanza tra pubblico e privato che ha permesso, senza oneri per il Campidoglio, di recuperare questo originale sito di memoria storica con un percorso conoscitivo ed emozionale.

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L’associazione, in virtù della convenzione biennale stipulata con la Sovrintendenza capitolina, dopo aver provveduto al ripristino della piena agibilità dei siti ha poi allestito gli ambienti con attrezzature originali dell’epoca. Il percorso di visita è arricchito inoltre con materiale filologicamente consono alla funzione dei luoghi, così da consentirne una più agevole lettura e comprensione. Il bunker e il rifugio del casino nobile furono recuperati e aperti al pubblico per la prima volta nel 2006 e chiusi dopo un breve periodo a causa della presenza nei locali di gas radon. Dopo alcuni interventi strutturali e di bonifica, questi luoghi, continuamente monitorati, possono accogliere i visitatori in completa sicurezza. Gli interventi di messa in sicurezza per la riapertura di bunker e rifugi sono avvenuti con i fondi stanziati dall’associazione Sotterranei di Roma, che ha speso circa 15mila euro. Insomma, nessun costo per Roma Capitale, mentre l’associazione rientrerà della spesa in due anni facendo pagare i biglietti di ingresso al prezzo di 7 euro. La visita al bunker e ai rifugi antiaerei di villa Torlonia è possibile solo con accompagnamento delle guide, su prenotazione e per un massimo di 15 persone per volta. La durata e’ di un’ora. Al momento le lingue straniere previste (solo su richiesta) sono: inglese, tedesco, francese, spagnolo, olandese ed ebraico. Per incentivare le scuole a partecipare alle visite, il costo per i bambini sarà di un euro. Tra le particolarità che possono essere ammirate, un sistema di rigenerazione dell’aria con aggiunta di ossigeno. Pochissimi rifugi all’epoca avevano questo dispositivo che serviva ad evitare le conseguenze di attacchi militari effettuati con il gas. La riapertura al pubblico del bunker e dei rifugi di villa Torlonia vuole essere un primo passo verso una rete che colleghi tutti i rifugi e bunker della Capitale. Durante la Seconda guerra mondiale ne furono costruiti migliaia a Roma e finora ne sarebbero stati scoperti una ventina .

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