Ferragina e la Grazia dell’ignorare

L’Istituto Confucio a Roma presenterà l'opera dell’artista Silvio Ferragina, che si esibirà in un’azione performativa di improvvisazione calligrafica. [Frine Beba Favaloro] <br>

Ferragina e la Grazia dell’ignorare
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17 Marzo 2014 - 20.33


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di Frine Beba Favaloro

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Quando ci si avventura nello studio del cinese e si incappa in un maestro di vecchia scuola che ti lancia senza salvagente in un oceano di segni incomprensibili, imponendoti di scrivere almeno due pagine, grandi, di caratteri al giorno, si attraversa in un certo senso un rito di passaggio. Qualcosa che ai profani risulterà sempre come un grande mistero.

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Questo animale esotico che è lo studioso del cinese, da dentro la sua gabbia da circo intraprende, con una disciplina che solo i cinesi sanno imporre con naturalezza, la strada senza fine di studio e analisi dei caratteri, delle componenti semantiche e di quelle, più sfuggenti, fonetiche. Si rassegna, con diligenza, alla frustrazione (insopportabile per gli italiani) che le frequenti corrispondenze tra segno e significato o tra segno e pronuncia non finiscano mai per costituire regola di alcunché. E in tanto studiare, in tanto riflettere, confrontare, ricopiare, ricordare, lo studioso del cinese finisce per perdere qualcosa. Perde la possibilità di stupirsi.

E poi non c’è più nulla da fare. Egli è dentro e ci resterà per sempre. Il segno cinese non sarà mai più un mistero per lui. Non lo sarà più neanche il segno calligrafico, di fronte a cui non solo egli non sarà graziato dello stupore che concede l’ignoranza, ma neppure del piacere della conoscenza, di cui gode invece la persona cinese, per cui la percezione del segno immediatamente intellegibile è fuso assieme alla bellezza che gli ha donato l’esecuzione calligrafica.

Lo studioso della lingua cinese se ne starà lì con lo sguardo fisso, tentando, con le sue approssimate conoscenze di stili calligrafici, di distinguere quale diavolo di carattere si nasconda dietro quell’impiastro che ha davanti, andando a scavare nella memoria per rintracciare a quale poesia appartenga quel verso che tenta di decifrare. In uno sforzo di interpretazione che davvero poco ha a che fare con un’esperienza estetica.

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Ma poi arriva la calligrafia contemporanea e lo studioso di lingua cinese scopre che c’è una speranza anche per lui, ammuffito consumatore di dizionari. Prima gli si presenta uno Xu Bing che si inventa caratteri che non esistono, ma sembrano proprio veri e lui sta lì a studiarli con attenzione per poi scoprirsi sciocco a cercare di comprendere qualcosa che non è.

E poi gli arriva, anzi ce l’ha proprio sotto casa visto che è italiano, un Silvio Ferragina che gli ruba quei tre caratteri che significavano ‘non violenza’, glie li scompone e poi glie li rimette insieme, in quella rielaborazione visuale-semantica che è “Fei baoli” (nella foto). E lui resta davanti a quell’immagine, tante e tante volte, senza vedere nulla, senza leggere nulla, senza che la sua coscienza rilevi il segno, il seme del controllo della mente.

Gli viene, finalmente, restituita l’opportunità di rimanere stordito di fronte al segno cinese, di essere finalmente di nuovo straniero ed estraneo a quella lingua che è tutta la sua vita. È l’opportunità di sospendere la certezza su quanto immagina di sapere o sugli strumenti che si illude di avere, per quel brevissimo frammento di tempo in cui gli può accadere, a volte e come una casualità, di rintracciare pezzi di se stesso. Quel frammento di tempo che, ormai, non viveva più da oltre vent’anni.

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Silvio Ferragina, Sperimentazioni calligrafiche

Performance di improvvisazione calligrafica, Istituto Confucio, Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali ISO, Università “Sapienza” di Roma ex-Caserma Sani, Via Principe Amedeo 184, Roma, 21 marzo, h18.00, Aula Magna

Mostra personale a cura di Adriana Iezzi, Galleria Frammenti d’Arte, Via Paola 23, Roma – 22/03-10/04

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Gli eventi sono promossi da Itaci art&cult, associazione per la mediazione culturale tra Italia e Cina nei settori della cultura e delle arti, con il sostegno dell’Istituto Confucio, Dipartimento Istituto Italiano di Studi Orientali ISO, Università “Sapienza” di Roma. Si ringraziano Galleria Frammenti d’Arte, Casale del Giglio, Fosca Maddaloni e Stella Scarafoni.
Ufficio stampa | +39 3491753657 Info itaci.artcult@gmail.com | itaciartcult.wix.com/italychina | www.facebook.com/events/265817110247931

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