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Addio a James Gandolfini, il Tony dei Soprano

Ha avuto un attacco cardiaco a 51 anni, era in vacanza a Roma. Era atteso come ospite al TaorminaFilmFest. Famosa la sua interpretazione del mafioso depresso.

Addio a James Gandolfini, il Tony dei Soprano

Desk2

20 Giugno 2013 - 09.57


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L’attore americano James Gandolfini, 51 anni, noto soprattutto per il suo ruolo del boss Tony Soprano nella serie tv “I Soprano”, è morto ieri durante una vacanza a Roma per un sospetto attacco cardiaco.

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La notizia della morte dell’attore e produttore cinematografico Usa è stata data dai siti web di Variety e Tmz e confermata dalla Home Box Office (Hbo), la popolare emittente tv via cavo americana produttrice dei “Soprano”. Dopo la fine della popolare serie tv nel 2007, Gandolfini ha recitato in “Zero Dark Thirty” (2012) e “The Incredible Burt Wonderstone” (2013, non uscito in Italia). L’attore stava ora lavorando a una nuova serie della Hbo intitolata “Criminal Justice”.

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Divenuto attore per sbaglio, James Gandolfini non ha fatto che inanellare riconoscimenti per le sue interpretazioni, in primis, quella del boss Tony Soprano, dal 1999-2007, che gli è valsa un Golden Globe per il miglior attore in una serie drammatica nel 2000 (ha ricevuto inoltre altre 3 nomination, nel 2001, 2002 e 2003); 3 Emmy Awards nel 2000, 2001 e 2003; 3 Screen Actors Guild Awards nel 1999, 2002 e 2007, su 7 nomination (1999, 2000, 2001, 2002, 2004, 2006, 2007), a cui vanno aggiunti 2 Screen Actors Guild Awards, 1999 e 2007, all’intero cast de I Soprano.

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Scelto dal produttore televisivo statunitense David Chase per il ruolo del boss del New Jersey, Gandolfini ha dato vita a un personaggio fra i piu’ complessi della storia della televisione tanto che il suo cachet crebbe fino a 1 milione di dollari a puntata per l’ultima stagione della serie. Vincitore di 1 Golden Globe, 3 Emmy e 3 SAG e svariati premi minori, Gandolfini ha legato per sempre la sua immagine a quella del capofamiglia corpulento, fragile e spietato.

Ha sempre dichiarato di aver considerato il ruolo del boss Tony come di transizione nella sua carriera, tanto da sottolineare di sentirsi caratterialmente ben diverso: più vicino a un “Woody Allen di 118 chili”. Un’affermazione che non stupisce a fronte della sua nota timidezza nelle interviste e della sua modestia.

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