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Ma quanto eravamo stupidi

A tastiera libera - considerazioni su bandiere, basiliche, suicidio e velo integrale. [Stefano Torossi]

Ma quanto eravamo stupidi

Stefano Torossi

1 Dicembre 2011 - 13.06


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di Stefano Torossi

A proposito di crisi economica, che in questi giorni è argomento da prima pagina, una delle immagini più frequenti in TV, ogni volta che si comincia a parlare dell’imminente apocalisse finanziaria, è la facciata della borsa di Wall Street a New York, che ci appare coperta da un’immensa bandiera a stelle e strisce. E’ la bandiera americana che in USA è dappertutto, dal distributore di benzina al tribunale. C’è sempre stata, ma dopo l’11 settembre è diventata una presenza capillare e rassicurante.

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Il titolo di questo articolo ci fa tornare al tempo in cui per noi italiani esibire la bandiera era una vera e propria confessione di provincialismo, un’ammissione di nazionalismo assolutamente sacrilega perché la nostra sinistra politica, alla quale tutti (o quasi) noi facevamo riferimento, predicava l’internazionalismo, e il rifiuto di ogni pensiero di campanile. Troppo piccola e insignificante l’Italia rispetto alla grande patria socialista. Ma quanto eravamo stupidi! Per fortuna la vergogna della bandiera è passata, e si comincia a rivederla un po’ in giro, vicina a quella dell’Europa. Non vogliamo azzardare l’ipotesi che siamo diventati più intelligenti, ma forse un poco più maturi, sì. E soprattutto più liberi di pensiero. Era il conformismo dell’anticonformismo. Un po’ come quegli intellettuali che nelle interviste dichiarano orgogliosi di non avere la TV in casa, perché non la guarderebbero mai. Se qualcuno ci intervistasse, noi preferiremmo dire: Io ho la TV, che è un apparecchio come tutti gli altri, e la accendo solo quando voglio io.

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A proposito di bandiera, quella della Serenissima sventola da sempre sul pennone centrale di Piazza S. Marco a Venezia. E’ bella, con quel gran leone con la faccia buona, e le frange in fondo. E a proposito di Piazza S. Marco, passateci questa considerazione frivola ma artistica. Proprio lì di fronte, sulla facciata della Basilica, peraltro fotografatissima da tutti, mentre a noi non piace neanche tanto, si affollano in fila gruppi di sei, dodici, diciotto colonne di marmi pregiati e colorati, come se la struttura architettonica del monumento non fosse sicura della propria armonia. E avesse bisogno di chiasso estetico, di confusione architettonica. E allora, giù colonne, pilastri, bassorilievi accostati a caso. Con il sospetto, anzi, lo sappiamo dalla storia, con la certezza che si tratta di roba rapinata in casa d’altri. Perché se il disegno di un edificio è semplice e armonioso (classico o modernissimo non conta) basta una mano d’intonaco. Altrimenti, bisogna abbondare con gli orpelli. Evidentemente è la bulimia di una città costruita sul fango, prima con il legno, poi, quando la Repubblica Veneta si accorse che continuare a usare quel materiale era un suicidio, con qualcosa di più resistente e meno combustibile, la pietra.

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A proposito di suicidio, assistito o no, quello di Magri ci è piaciuto perché ci è sembrato una decisione coerente con la nostra convinzione, ed evidentemente con la sua, che ognuno è il solo padrone della propria vita, altro che preti, parenti addolorati e mamme in lacrime. Però l’evento ci è parso un tantino troppo esibito, probabilmente non per scelta del protagonista, ma della sua tribù. Chissà. Non conoscendo personalmente né l’uno né l’altra, niente possiamo dire. Mentre forse possiamo permetterci di ammirare la scelta di Monicelli, che conoscevamo, compiuta coerentemente, senza nessuna regia, e con molto coraggio.

PS. Torniamo al primo argomento. Dai giornali del 20 novembre: In Arabia Saudita, proibiti gli occhi troppo sexy (trucco o espressione, questo non è specificato). Minaccia di velo integrale obbligatorio per le donne che potrebbero turbare gli uomini con il loro sguardo assassino. Ecco che riappare la stupidità. Con tutte le mortificazioni che da quelle parti impongono alla donna, le norme di comportamento, naturalmente pensate e applicate dagli uomini, non fanno altro che confermare quanto segue: noi uomini siamo così immaturi e incapaci di controllare le nostre voglie che serve qualcosa (la legge, la religione) che ci protegga dalle tentazioni perché da soli non siamo in grado di resistere.

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E comunque, tanto per stare tranquilli, è chiaro e dimostrato: la colpa di tutto è sempre loro, delle donne.

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