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La dolce Vitti

Monica compie 80 anni. Ormai scomparsa dalle scene, resta una donna solare e affascinante, timida e travolgente allo stesso tempo. [Francesco Troncarelli]

La dolce Vitti

Francesco Troncarelli

3 Novembre 2011 - 09.52


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di Francesco Troncarelli

Il mondo del cinema è pronto a festeggiarla, ma lei non ci sarà. Nonostante il doveroso omaggio che le sarà tributato all’Auditorium Parco della Musica oggi, nell’ambito delle iniziative parallele al Festival in corso, con la presentazione di un libro dedicato alla sua figura artistica edito da Cinecittà Luce e la inaugurazione di una mostra fotografica in suo onore, lei, la diva meno diva di tutte ma più brava di tutte, sarà assente.

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Non sarà insomma festa grande per Monica Vitti, che compie “incredibilmente” 80 anni. La popolare attrice romana infatti vivrà questa giornata come una delle tante che ha trascorso in questi ultimi tempi, ovvero lontano dal circo mediatico, lontano da interviste e cene ufficiali. A farle compagnia, ci sarà solo Roberto Russo, il fotografo che l’ha sposata in Campidoglio una decina di anni fa e che da sempre vive al suo fianco, intercettandone desideri e captandone sentimenti, riuscendo così a soddisfare le sue necessità. Un impegno totalizzante, prova di un amore assoluto. D’altri tempi.

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Ma attenzione, questa sua assenza non è una scelta snobistica. La triste realtà è che la malattia degenerativa che l’affligge da anni, l’ha praticamente sottratta alla professione, alle apparizioni pubbliche, alla vita sociale e perchè no, alle amatissime partite di gyn rummy con gli amici di sempre come Zeudi Araya o Tony Porcella, nel suo attico dietro piazza del Popolo.
“Da molti anni abbiamo scelto di vivere lontano dai riflettori, per questo motivo non siamo andati neanche a Cannes quando decisero di realizzare il poster del Festival, utilizzando un’inquadratura di Monica”, spiega Russo uscendo per una volta dal riserbo praticato e richiesto. “Certo, Monica è contenta dell’omaggio che Cinecittà e il Festival di Roma le hanno riservato, ma il 3 saremo in casa”.

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Oltre a queste poche parole sul “come” di un compleanno senza torta con le candeline, impossibile, ovviamente, avere un aggiornamento delle sue condizioni attuali. Ma tant’è.

E così lei, la “dolce Vitti”, donna solare e affascinante, timida e travolgente allo stesso tempo, divenuta popolarissima nel Belpaese da quando vestì i difficili panni dell’attrice comica (“La ragazza con la pistola”, di Mario Monicelli, 1968), abbandonando la stagione della “incomunicabilità” di Michelangelo Antonioni che l’aveva lanciata a livello internazionale, è tornata oggi paradossalmente proprio a quegli esordi cinematografici esistenziali, interpretando suo malgrado il ruolo dell’amica scomparsa nella finzione scenica, nel film cult “L’avventura” (Lea Massari).
Come l’eroina di quella pellicola che scompare nel nulla durante una gita in barca, Monica si è assentata dal mondo, mettendo la realtà a distanza in modo da proteggersi dall’angosciante fragilità dei sentimenti umani.
Assente giustificata dal mondo e dalla quotidianità, immersa in un realtà purtroppo drammatica, resterà perciò per tutti, anche con 80 primavere sulle sue spalle, come è nell’immaginario collettivo. Dolcissimamente bionda, dolcissimamente con quella voce roca, dolcissimamente con quello sguardo da gatta. Dolcissimamente Vitti.

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