Top

Troppa carne al fuoco

TV, Festival, Conferenze stampa e svenimenti in scena. Una settimana bella piena. [Stefano Torossi]

Troppa carne al fuoco

Stefano Torossi

8 Ottobre 2011 - 00.03


Preroll

E’ successo di tutto in questi giorni, tanto è vero che abbiamo fatto tardi al nostro appuntamento del giovedì. Vediamo se ci riesce di raccontarlo in modo comprensibile (forse la cosa migliore è un elenco).

OutStream Desktop
Top right Mobile

2 ottobre. Bel titolo: “Sostiene Bollani”. Tarda serata, naturalmente. RaiTre. Tutti ce ne parlavano benissimo e finalmente siamo riusciti a vedere la trasmissione. Siamo d’accordo con gli amici. Bollani è un grande musicista, un ottimo entertainer, spiritoso e misurato; in questo suo secondo ruolo ci è parso leggermente in difficoltà con la ottima Caterina Guzzanti, prontissima, intelligente, spiritosa, ma con la tendenza a sopraffarlo: fa troppe cose e troppe facce. Peccato perché è quasi perfetta. Perfetti invece i due accompagnatori danesi, basso e batteria. E naturalmente eccellenti gli ospiti (con un attacco di noia, ma forse solo nostro, nella lunga e sfigata esibizione di Joe Barbieri). Bellissimo il suono del pianoforte Fazioli. E poi per fortuna abbiamo visto Bollani rifiutare due o tre volte gli stupidi applausi che il pubblico fa spesso, forse a comando, certo a sproposito. E non ce n’è proprio bisogno

Middle placement Mobile

3 ottobre. Apertura dei Nuovi Spazi Musicali all’American Academy. E’ un festival di musica contemporanea diretto da Ada Gentile. Merita di stare sull’altare degli EROI, di cui abbiamo già parlato la settimana scorsa. Per noi gli eroi sono quelle iniziative culturali che vanno avanti con sprezzo per la mancanza di denaro e di prospettive, ma vanno avanti comunque, a dimostrazione che l’amore per l’arte può sbattersene della meschinità della politica. Ma questi qui sono anche spericolati: uno dei compositori del prossimo concerto è una signora polacca dal nome ottocentesco, Bettina. Il cognome invece è pura fantascienza: Sckrzypczak (lo abbiamo tirato giù dal programma di sala, speriamo che non ci siano errori di stampa, ma il tipografo dovrebbe esserci stato attento).

Dynamic 1

4 ottobre mattina. Presentazione all’Auditorium della stagione di Musica per Roma. Autorità. Il Sindaco Alemanno. La Presidente Polverini, stavolta ben strizzata in una camicetta supersexy. Rischiose autopresentazioni di alcuni artisti, fra cui un ballerino di flamenco incapace di pronunciare parole sensate (un amico coreografo, seduto vicino a noi, ci ha esposto la sua teoria secondo cui è fisicamente impossibili che in un solo corpo ci sia spazio per due piedi e un cervello ugualmente agili). Achille Bonito Oliva, loquacissimo come sempre, si è dichiarato pronto a invitare artisti, anche morti, alla sua mostra “piano-forte” che, parole sue, sarà talmente sorprendente da sgambettarci. Il presidente Regina ha sostenuto a ragione che la cultura va incoraggiata, quindi gli eventi divulgativi devono costare pochissimo, ma se uno vuole vedersi Elton John dal vivo è giusto che paghi anche 200 euro (a disposizione ci sono ormai mille modi gratuiti per vederlo registrato). Come l’anno scorso, trionfo finale con un buffet davvero squisito e servito da camerieri competenti e gentili (rarità per la nostra Roma maleducata).

4 ottobre sera. “C’era una volta a Roma”. Red Bull Music Academy. Concertone di temi da colonne sonore italiane degli anni ’60 e ’70, magnificamente riarrangiati e diretti da Massimo Nunzi, con eccellenti solisti (Bosso, Piana, Chimenti) e impeccabilmente costruito da David Nerattini e Silvia Volpato. Una serata in cui abbiamo rivisto un sacco di amici, e ci siamo resi conto di quanti temi bruttini ascoltavamo all’epoca nei commenti cinematografici, che bruttini rimangono pure con il vestito nuovo; ma anche quanti capolavori (Morricone, Piccioni, Umiliani).

Dynamic 2

6 ottobre mattina. Presentazione Premio Bianca D’Aponte, settima edizione. EROI anche loro. Organizzano un festival per sole donne ad Aversa, con il doppio merito di portare un bel raggio di arte e cultura in una zona che non se ne può davvero dire ricca, e di promuovere l’elemento femminile, non per l’obbligo di seguire quella scemenza che sono le quote rosa, ma per semplice buon senso e buon gusto.

6 ottobre sera. Secondo concerto del festival Nuovi Spazi Musicali nel salone dell’Accademia di Ungheria. A un certo punto della divertentissima (forse questa parola non va bene per una composizione contemporanea? Magari non piacerà ai sacerdoti della Musica Contemporanea, ma all’autore, che è una persona spiritosa, crediamo di sì) operina “L’ultima avventura” di Lucio Gregoretti, l’ottimo tenore Luigi Petroni è sbiancato e quasi svenuto sul palco, e la rappresentazione si è dovuta interrompere. Aperte le finestre è stata ripresa e portata a termine onorevolmente dal cantante, rinato, insieme al bravo baritono Alessio Potestio e alla pianista Elitza Harbova.

Dynamic 3

Cos’era successo? Quello che si ripete regolarmente, e mette in crisi anche noi nei saloni delle Accademie e degli Istituti. La temperatura. Che è sempre torrida. Perché le finestre chiuse tengono fuori i rumori, ok. O perché il pubblico, di solito compreso nella fascia nota come terza, o addirittura quarta età ha paura degli spifferi e dell’aria fresca. Insomma, di solito si gronda.

Molte volte per far soffrire basterebbe la musica. Perché aggiungerci anche il caldo?

Dynamic 4

Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage