Virginia Raggi: allo stadio della Roma ci si andrà in bus (oppure a piedi)

Illustrato in conferenza stampa lo studio del Politecnico di Torino sui flussi di traffico e sulla mobilità. Il Ponte di Traiano? «Non ci è stato chiesta nessuna valutazione sul suo utilizzo» dice il direttore dell'istituto

Il progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle

Il progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle

Tommaso Verga 5 febbraio 2019Hinterland
di Tommaso Verga
L'accesso allo stadio della Roma attraverso il Ponte di Traiano non sarà possibile. Motivo: «Il nostro committente (il Comune di Roma, ndr) ci ha chiesto di analizzare il progetto. E il ponte non faceva parte del progetto. Andrebbe comunque ad impattare sul resto della rete viaria», parola di Bruno Della Chiara, direttore del Politecnico di Torino. Così, come aveva lasciato immaginare Virginia Raggi, con l'assegnazione dello studio, chi si aspettava dall'istituto piemontese un giudizio sull’argomento non ha avuto risposte. Interpretando la versione di Della Chiara, la documentazione prodotta dal Comune di Roma non ha preso in considerazione l'esame dell'argomento.
Il che vuol dire – se la traduzione è corretta – che in realtà per il Campidoglio non aveva (e non ha) nessuna importanza la valutazione su come affrontare gli effetti sul sistema-viario per l’intero quadrante a nord della Capitale. Nonostante che l'affidamento al Politecnico, almeno a dire della Raggi, oltre costituire il primo studio sui flussi di traffico e sulla mobilità, avrebbe dovuto sciogliere la «diatriba» Ponte di Traiano-Ponte dei Congressi, in «competizione» tra loro per garantire il migliore accesso a Tor di Valle. Vinta dal secondo benché con lo stadio della Roma non avesse niente a che fare (un paio di chilometri la distanza). Constatazione suffragata dal regalino del governo Conte pari a 145 milioni.
Va ricordato che di «Ponte di Traiano sì-Ponte di Traiano no» si cominciò a discutere nel marzo 2017. L'infrastruttura, nel piano della giunta Marino, avrebbe dovuto connettere il nuovo stadio e i servizi commerciali e direzionali all’autostrada Roma-Fiumicino e l'aeroporto «Leonardo da Vinci», ma soprattutto offrire un secondo accesso a un’area circondata dal Tevere, con unico ingresso la impraticabile via Ostiense/via del Mare.
Nella conferenza stampa, Stefano Brinchi, presidente di Roma servizi per la mobilità, ha detto che l'intenzione dell'amministrazione comunale è quella di realizzare i principi del Pums (Piano urbano mobilità sostenibile), che «basa le sue radici sul voler cambiare il trasporto muscolare e quindi su ferro e pedonale. Il nostro intento è quello di costruire infrastrutture e regolare la domanda di mobilità».
Una prospettiva del tutto condivisibile se non fosse che la conferenza stampa aveva per oggetto come accedere allo stadio. Argomento che per quanto si voglia e possa inserire nel contesto territoriale ha una particolare specificità. Si pensi soltanto agli orari, differenziati a seconda della gara. Si pensi all'afflusso dei tifosi provenienti «da fuori»: quanto a soddisfacimento del tempo libero, Roma ha una attrazione che si misura in migliaia di persone provenienti dall'hinterland quotidianamente.
La conclusione a Virginia Raggi, la quale ha annunciato che lo stadio si farà. Non è la prima volta. E che entro l'anno si aprirà il cantiere dello stadio. Nessuna indicazione invece sull'apertura dei cantieri per ammodernare la Roma-Lido, indicata dal Politecnico tra le priorità assolute.
Alla fine della conferenza stampa è intervenuto Mauro Baldissoni, nuovo vicepresidente della Roma: «Il prossimo passaggio – ha detto – è la conclusione della convenzione urbanistica tra il proponente e l’amministrazione. Immaginiamo di riuscire a farlo in tempi molto, molto ristretti: entro un mese. Poi ci aspettiamo di poter compiere tutti i passaggi consiliari nel giro di poche settimane».