Insigne: "Ammutinamento fu un errore. Ad Ancelotti dissi che doveva bacchettarci"

Nell’intervista al Corriere della Sera, Lorenzo Insigne lancia qualche critica velata alla gestione Ancelotti, nonostante abbia ammesso che l’ammutinamento nella notte dello scorso 5 novembre sia stato un errore.

Insigne

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Globalsport 4 luglio 2020Globalsport

Lorenzo Insigne, capitano del Napoli, in un'intervista al Corriere della Sera si esprime così circa la stagione in corso: "Quindici punti tra il Napoli e l’Atalanta sono troppi. La partita fino a un certo punto è stata equilibrata, la nostra qualità non è venuta fuori ma non abbiamo incontrato avversari irresistibili. L'inizio stagione è un grande rimpianto. Un peccato, soprattutto per quello che stiamo facendo adesso. Abbiamo fatto un recupero importante con Gattuso, ma resta l’amarezza".

Ovviamente il riferimento del numero 24 partenopeo va a quando la squadra si rifiutò di andare in ritiro dopo un match col Salisburgo, facendo poi saltare il banco con Ancelotti. Insigne non nasconde che, potesse tornare indietro, non rifarebbe la stessa scelta: "Evidentemente no, ma adesso è anche inutile pensare a ciò che poteva essere e non è stato. Fu un errore, abbiamo pagato e per fortuna ci siamo ripresi".
Secondo l'esterno d'attacco, una critica, però, va fatta anche all'ex allenatore: "Non sono nessuno per giudicare Ancelotti, allenatore che ha vinto tutto e soprattutto quasi ovunque. Il mister è abituato a grandi campioni, io gli dicevo sempre che noi avevamo bisogno di essere messi sotto pressione, anche bacchettati se era il caso. Mi rendo conto che la mia è un’autocritica: siamo professionisti, dovremmo camminare da soli, ma noi forse in quel momento avevamo necessità di sentire il fiato sul collo".