Emicrania, si studia una terapia con il raggio verde: economica e senza effetti collaterali

Grazie a una ricerca realizzata dall’Università dell’Arizona si parla ora di nuova terapia con un raggio calibrato alla giusta frequenza e alla giusta intensità per un determinato periodo di tempo

L'incubo del mal di testa

L'incubo del mal di testa

Salute 29 settembre 2020Salute
L’emicrania è la terza malattia più diffusa al mondo con un miliardo di persone colpite da devastanti mal di testa spesso accompagnati da nausea e vomito. Un approccio non farmacologico, senza effetti collaterali ed economico potrebbe davvero fare la differenza. Grazie a una ricerca realizzata dall’Università dell’Arizona e pubblicato su Cephalalgia si parla ora di nuova terapia basata sulla luce verde, un raggio calibrato alla giusta frequenza e alla giusta intensità per un determinato periodo di tempo. Secondo lo studio, ancora purtroppo di piccole dimensioni, si passerebbe da 10 a 4 attacchi al mese. Gli scienziati, che avevano già testato la sicurezza della terapia sugli animali, hanno reclutato 29 pazienti affetti da emicrania episodica (fino a 14 attacchi al mese) o cronica (con più di 15 attacchi al mese) che non avevano tratto giovamento dalle tradizionali terapie, farmaci per il dolore o per la profilassi o iniezioni di botulino.
I volontari sono stati prima esposti alla luce bianca da una a due ore al giorno per 10 settimane e, dopo una pausa di due settimane, a una luce verde per altre 10 settimane. I partecipanti, dopo le 10 settimane con luce verde, hanno osservato una riduzione del dolore del 60 per cento in una scala da 0 a 10, sostenendo di essere passati da un malessere valutato in media con un punteggio di 8 a un disturbo più sopportabile che non superava il valore di 3,2. Il numero degli attacchi si era ridotto in media del 60 per cento, con la maggior parte dei pazienti affetti sia da emicrania cronica che episodica che aveva dichiarato di aver dimezzato la frequenza degli episodi. Non solo. Grazie alla terapia con la luce verde il mal di testa durava meno, la qualità del sonno migliorava e le attività quotidiane, sia fisiche che mentali venivano svolte con meno fatica. Insomma, l’intera qualità di vita dei pazienti ne beneficiava. Serviranno, tuttavia, ulteriori sperimentazioni con un numero di partecipanti più ampio per valutare i reali benefici di questa terapia.