Nomine Rai: le giornaliste scrivono alla Commissione di Vigilanza

GiULiA, CPO Fnsi e CPO Usigrai hanno chiesto alla Commissione interparlamentare di essere audite: "Sono state tradite le regole aziendali, il patto con lo Stato, le raccomandazioni di Bruxelles".

Viale Mazzini, la sede della Rai a Roma

Viale Mazzini, la sede della Rai a Roma

Redazione 19 maggio 2020Giulia
Alla Commissione interparlamentare di Vigilanza sulla Rai

In riferimento alle recenti nomine in Rai le scriventi Commissioni Pari Opportunità della Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), dell’Usigrai (Unione Sindacale Giornalisti Rai) e dell’Associazione GiULiA giornaliste (Giornaliste Unite Libere e Autonome), hanno apertamente denunciato come la televisione pubblica italiana sia oggi senza direzioni affidate a giornaliste sia nei canali giornalistici (Tg1, Tg2, Tg3, TgR, Raisport, Rainews-Televideo, Rai Parlamento) che nelle reti generaliste (Raiuno, Raidue, Raitre).

Uno squilibrio che provoca con grande evidenza l’impoverimento culturale, la mancanza di un “punto di vista” all’offerta informativa della televisione pubblica, nonché l’oggettiva carenza di rappresentanza democratica in rispetto della Costituzione.

La Rai ha una policy di genere e ha un Contratto di servizio. L'Europa chiede che ci siano più giornaliste in ruoli apicali. Con le recenti nomine si sono di fatto tradite sia le regole aziendale, che il patto con lo Stato, che le raccomandazioni di Bruxelles.

Alla applicazione della parità di genere e delle pari opportunità, è stato preferito nei confronti delle colleghe il criterio del “promoveatur ut amoveatur” o, più semplicemente, dell' “amoveatur”, senza tenere in considerazione alcuna il quadro di insieme.

Le scriventi CPO di Fnsi e Usigrai e l'associazione Giulia Giornaliste ritengono che l'assenza, immotivata e immotivabile, di donne e, anche, la scarsa assegnazione di incarichi di responsabilità, immolando competenza e professionalità a logiche di spartizione dei posti nelle stanze del comando, sia un atto fortemente discriminatorio anche in relazione alla mission aziendale.

Per questo Cpo Fnsi, Cpo Usigrai e GiULiA giornaliste, chiedono di essere urgentemente audite da codesta Commissione, per esporre le proprie considerazioni.