L'abbazia antipapa di Trisulti approda in Parlamento

Secondo Steve Bannon, è da «disprezzare il tentativo del Papa di demonizzare i movimenti populisti in Europa e negli Stati Uniti». Oltretutto, «Francesco Bergoglio ha infastidito molti cattolici per la sua posizione sui migranti»

L'antica farmacia della Certosa di Trisulti

L'antica farmacia della Certosa di Trisulti

Tommaso Verga 24 gennaio 2019Hinterland
di Tommaso Verga
In origine, sabato 29 dicembre, la marcia da Collepardo (il Comune) al convento, distante cinque chilometri dal centro cittadino. A difesa del «buon nome» dell'abbazia di Trisulti, che Dario Franceschini, l'ex ministro per i Beni culturali (Mibact a suo tempo), un anno fa, a febbraio del 2018, per centomila euro l’anno per 19 anni (sconosciuto chi finanzia), ha affidato in gestione alla «Dignitatis Humanae Institute» (DHI), una fondazione costituita dai sodali di Steve Bannon, l'ex consigliere di Donald Trump divenuto mentore di Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Giorgia Meloni e della destra sovranista europea.
A quasi un mese di distanza da quella manifestazione, su richiesta di Nicola Fratoianni, di Sinistra italiana, domani mattina il governo risponderà all'interpellanza urgente del parlamentare, il quale, nel pomeriggio, terrà una conferenza stampa a Montecitorio, unitamente alle associazioni che difendono l'abbazia.
Il cui destino appare decisamente votato a ospitare l'«accademia per l’occidente giudeo-cristiano», voluta dal cardinale Raymond Leo Burke, coadiuvato da Steve Bannon e dal suo fedelissimo Benjamin Harnwell; fino a monsignor Carlo Maria Viganò, l'ex nunzio apostolico negli Stati Uniti che con il suo memorandum ha chiesto le dimissioni del Papa e che oggi vive negli Usa. Un quartetto che ha come cemento l'opposizione al Papa di Roma.
La «scuola di pensiero» è compresa nell'intervista che Steve Bannon ha rilasciato all'inglese Spectator: «I più grandi fallimenti di Bergoglio – ha detto –, al di fuori di quelli teologici e spirituali, riguardano lo schierarsi con le élite globaliste contro i cittadini delle nazioni del mondo. Se si vuole coltivare l’immagine mediatica del campione dell’uomo che lavora, grandioso, ma allora – avverte Bannon – bisogna veramente agire per i piccoli della terra e non per i ricchi e i potenti che guidano l’Onu e l’Ue a favore delle loro agende internazionaliste alle spese dei piccoli».
In sintesi, per l'ex consigliere di Donald Trump, il Papa ha infastidito molti cattolici per la posizione sui migranti. In particolare, quando sostiene la necessità di porre la loro dignità prima della sicurezza nazionale. In aggiunta, i cattolici sarebbero irritati dalle critiche al populismo che semina l’odio e conduce a Hitler. Conclusione, è da «disprezzare il tentativo del Papa di demonizzare i movimenti populisti in Europa e negli Stati Uniti».
A fronte, le dichiarazioni di Franceschini (prima di affidare la Certosa all'organizzazione dei populisti): «Le associazioni no profit attive nei territori potranno partecipare con una procedura chiara e trasparente alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale – ha detto il ministro dei Beni culturali –, uno strumento che consentirà di partire dal basso nell’adempimento dell’articolo 9 della Costituzione. Pubblico e privato sociale perseguono infatti lo stesso obiettivo a favore del patrimonio culturale, a tutto vantaggio dell’intero sistema Paese». Non solo un paradosso.