Dopo 35 anni riapre il Museo Archeologico di Noto

Il sindaco Bonfanti parla del museo come di un luogo che è espressione delle radici della città siciliana. Con reperti dalla preistoria al medioevo

Una delle sale del Museo Civico Archeologico di Noto

Una delle sale del Museo Civico Archeologico di Noto

redazione 27 settembre 2021Culture

Il Museo Civico Archeologico di Noto riconquista il suo spazio e si organizza nei locali del Complesso Monumentale del Santissimo Salvatore, conosciuto come vecchio monastero delle Benedettine in corso Vittorio Emanuele. Il museo è costruito su due piani e senza barriere architettoniche e conta dieci sale espositive in cui figurano centinaia di reperti risalenti all’età preistorica fino a quella medievale. Il 25 settembre scorso si è tenuta l’inaugurazione alla presenza di Salvatore Martinez, il Soprintendente di Siracusa e di Carlo Staffile, direttore del Parco Archeologico di Siracusa. Da oggi, lunedì 27 settembre, il museo è aperto al pubblico: "Dopo tanta fatica e il coinvolgimento di tante persone e tanti Enti – spiega il sindaco Corrado Bonfanti all’Ansa - riapriamo un Museo che è espressione ritrovata delle nostre radici. Un Museo che aveva cominciato le sue attività nel 1965, per poi chiudere i battenti definitivamente nel 1986".


Noto si riappropria delle sue origini dopo 35 anni grazie ai manufatti e agli oggetti provenienti dalle decine di campagne di scavi che si sono organizzate tra Monte Finocchitto e la Necropoli di Castelluccio; con l’epigrafe del Gymnasium riesumata dalla Noto antica e i resti del santuario di Demetra e Kore dell’antica Eloro, la colonia greca sul mare. Per i visitatori si tratta di un percorso tra le origini di Noto, valorizzato dalle ricostruzioni al computer e pure da un cratere noleggiato presso il museo Archeologico di Siracusa.


Il sindaco Bonfanti ha presentato il direttore del museo: l’archeologo ed egittologo originario di Noto, Paolo Marini. Marini è stato curatore e coordinatore delle mostre viaggianti del Museo Egizio di Torino con cui comincerà a breve una collaborazione. Prima del taglio del nastro inaugurale e la visita alle prime sale, il sindaco ha anche ringraziato un’altra archeologa netina, Laura Falesi che ha curato l’allestimento del museo che vede la ripresa delle attività dopo 35 anni.



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