Da Paestum a Pompei: il nuovo direttore è Zuchtriegel. Con polemica

Di origine tedesca e italiano dal 2020, l’archeologo succede a Osanna al parco archeologico. Dimessi due studiosi del comitato scientifico, Stefano De Caro e Irene Bragantini: non ha esperienza

Gabriel Zuchtriegel

Gabriel Zuchtriegel

redazione 20 febbraio 2021Culture
Da Paestum a Pompei. Il parco archeologico della città distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C. ha un nuovo direttore, Gabriel Zuchtriegel, nato nel 1981 nell’allora Germania Occidentale, dall’anno scorso anche cittadino italiano, e che divenne direttore del parco archeologico di Paestum sempre in Campania nel 2015 quando la riforma del ministro Dario Franceschini istituì i musei autonomi. Succede a Massimo Osanna, da settembre direttore generale dei musei del ministero. La selezione e la scelta hanno avuto tempi piuttosto rapidi, dunque, anche perché Osanna ha continuato a seguire il sito pompeiano che ha guidato a lungo e risollevato dalla crisi. Fa piacere la celerità pur a fronte di altri istituti del ministero dove servirebbe altrettanta rapidità. Per esempio servirebbe per la soprintendenza dell’Aquila e il cratere priva di un soprintendente di nomina da settembre scorso, con un incarico affidato a un architetto che ne ricopre le funzioni (Antonio Di Stefano) quando la ricostruzione post-terremoto 2009 prosegue e impone decisioni complesse che può prendere un/una soprintendente. E più soprintendenze hanno incarichi ad interim, ovvero titolari che devono occuparsi contemporaneamente di aree diverse e quindi non a tempo pieno.

La nomina ha scatenato una polemica estremamente dura, clamorosa e perfino inedita, con Stefano De Caro e Irene Bragantini, due autorevoli membri del consiglio scientifico, che la contestano e si sono perciò dimessi. Sintetizza le ragioni De Caro in alcune dichiarazioni ai media: alla agenzia LaPresse ha dichiarato che “a noi sembra che a Pompei Zuchtriegel non abbia avuto tutta questa esperienza: dal suo curriculum risultano 8 mesi alla segreteria del parco, ma in 8 mesi non riesci a farti un’idea sui millenni di storia di Pompei”, e al Corriere della Sera che il neodirettore non ha “l’esperienza sufficiente per decidere, gestire e dirigere la conservazione e soprattutto i restauri, dove è molto facile sbagliare ma impegnano milioni e milioni”. 

Archeologo, sposato con due figli, dall’estate scorsa cittadino italiano con giuramento davanti al sindaco di Matera Raffaello De Ruggeri, Zuchtriegel ha già collaborato al “Grande Progetto Pompei – GPP” e il titolare del dicastero lo ha scelto su una rosa di tre finalisti a loro volta selezionati su dieci nomi rimasti in gara su 44 di cui dieci (il 23% ricorda il ministero) erano di origine non italiana. La commissione giudicatrice era presieduta da Marta Cartabia, presidente emerita della Corte costituzionale e ora Ministro della Giustizia nel governo Draghi 

“Pompei è una storia di rinascita e riscatto, un modello per tutta Europa nella gestione dei fondi comunitari – dice tra l’altro Franceschini nella nota ufficiale – Zuchtriegel lascia un’esperienza estremamente positiva a Paestum per un lavoro entusiasmante: il più bel lavoro al mondo per un archeologo”. “Lascio Pompei in uno stato ben diverso da quello in cui l’ho trovata – commenta a sua volta Osanna -  Molto orgoglio, ma anche gratitudine per quanti hanno operato per la salvezza di uno dei siti archeologici più importanti del mondo, dal ministro Franceschini ai direttori generali del GPP (Grande Progetto Pompei, ndr) a tutti i funzionari e il personale che mi ha accompagnato in questa grande sfida”.

“Pompei è speciale non solo per il suo patrimonio archeologico inestimabile, ma anche per la squadra di professionisti e operatori che lavorano nel sito con grande impegno e competenza e che sono felice di poter guidare per garantire la tutela e la fruizione di un luogo unico al mondo”, afferma a sua volta il neodirettore nella nota ministeriale. Al Parco di Paestum nel 2020 si era aggiunta l’area di Velia. A Zuchtriegel nel 2019 era stato rinnovato il mandato quadriennale di altri quattro anni. Adesso resta da ricoprire il posto vacante. 

La terna finale individuata dalla commissione per la nomina vedeva in lizza Renata Picone, docente di restauro nell’Università degli studi Federico II di Napoli, e Francesco Sirano, che dirige il parco archeologico di Ercolano dal 2017.



Ste. Mi.