Cgil contro Marina Abramovic: “Rispetti i contratti degli attori”

L’artista contestata dal sindacato in vista della mostra a Palazzo Strozzi a Firenze

Marina Abramovic, il manifesto della mostra di Firenze “The Cleaner”

Marina Abramovic, il manifesto della mostra di Firenze “The Cleaner”

redazione 11 settembre 2018Culture

La star delle performance Marina Abramovic stavolta non viene contestata per ragioni politiche come a Trieste dalla Lega ma per motivi sindacali. Dalla Cgil. L’artista ha in programma una vasta retrospettiva a Palazzo Strozzi a Firenze, “The Cleaner”, dal 21 settembre al 10 gennaio, con tanto di 35 attori e danzatori scritturati per interpretare le perfomance che un tempo interpretava l’artista nata a Belgrado nel 1946 e vincitrice di un Leone d’oro alla Biennale di Venezia nel 1997. Per la segreteria nazionale della Slc Cgil la Fondazione Palazzo Strozzi sta organizzando gli spettacoli con modalità che violano "la legge e norme contrattuali” per come vengono reclutati gli artisti, “per il contratto di lavoro applicato e per le liberatorie chieste agli attori”. Il sindacato lo scrive in una lettera in cui annuncia la tutela sindacale e legale dei “lavoratori coinvolti” alla Fondazione, al Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli e al sindaco di Firenze Dario Nardella.
Per la Cgil i lavoratori devono firmare una liberatoria in cui danno l’assenso a “un workshop non retribuito”, devono “produrre insolite certificazioni mediche che dovrebbero, secondo gli organizzatori, scaricare la fondazione da eventuali responsabilità riguardo infortuni e/o incidenti fisici legati all’attività lavorativa” e ipotizzano un contratto diverso da quello del settore. In pratica, è l’accusa, i danzatori e gli attori devono accettare di lavorare gratis e, in caso di infortuni, di accollarsi ogni spesa. Così il sindacato diffida gli organizzatori “dal pretendere dai lavoratori la firma della liberatoria” perché, scrive ancora la Cgil, si parla di professionisti che vanno retribuiti “adeguatamente”.
Il sindacato è intervenuto dopo che sul web sono comparse denunce anonime.
Su Repubblica, a Fulvio Paloscia il direttore di Palazzo Strozzi Arturo Galansino risponde che prende “in seria considerazione” la lettera della Cgil, che ha incontrato i perfomer e di averci cenato insieme “in un clima molto sereno e vibrante”. Galansino racconta anche di aver chiarito, che tutti i contratti sono stati accettati, che per quei contratti la Fondazione ha preso a modello quelli usati in altre istituzioni e che Palazzo Strozzi rispetta sempre le regole per cui confida in una soluzione e un chiarimento.
La Lega stronca ogni dissenso: via poster della Abramovic