Il bambino siriano è stato ucciso dai democratici non dai razzisti

Per tutte le cause delle tragedie dell'emigrazione (guerre, sanzioni, shock economy) noi democratici eravamo a favore, i razzisti contro. [Simone Santini]

redazione 6 settembre 2015








di Simone Santini.





Quando
il governo italiano tentennava nel 2011 sulla guerra alla Libia, il presidente
Giorgio Napolitano, in uno dei suoi più vibranti moniti, ricordava a noi
democratici che l’Italia era legata ad alleanze internazionali che imponevano
di tenere fede a certi impegni: fare la
guerra
.


I
razzisti si espressero contro.





Quando
l’Unione europea ha varato le sanzioni contro Siria e Russia, noi democratici
italiani abbiamo applaudito.


I
razzisti erano contrari.





Quando
nel 1999 noi democratici italiani abbiamo bombardato Belgrado i razzisti erano
contro.





Noi
democratici europei ed italiani abbiamo dato il nostro decisivo contributo per
annichilire e gettare nel caos stati cerniera nel Mediterraneo, in Medio
Oriente, in Europa orientale.


Non
i razzisti.





Noi
democratici abbiamo creato un sistema di accoglienza basato sulla corruzione e
sullo sfruttamento dei migranti: li chiamiamo “risorse” perché è grazie a loro
che possiamo tenere in vita ricche mangiatoie su cui lucrare più che con lo
spaccio di droga (cit.).





Noi
democratici pappiamo sulla disperazione dei popoli più dei razzisti. Noi
democratici siamo favorevoli alla libera concorrenza e alla competizione fra
lavoratori, per questo vogliamo far venire tanti disperati dall’Africa così da
poter gridare insieme a loro: più diritti per tutti!





È
stato instaurato un perverso circolo vizioso di guerra, sfruttamento,
corruzione, guerra tra poveri che si nutre di ipocrisia e doppia morale, falsa
pietà e carità untuosa. Questo perverso circolo vizioso va spezzato.





Il
campo di battaglia più prossimo è la difesa dei nostri territori. I democratici
dovrebbero unirsi ai razzisti e impedire gli insediamenti della disperazione,
dovrebbero essere con i loro corpi zeppe nell’ingranaggio, dovrebbero
protestare non contro i “negri” (ed impedire ai razzisti di farlo) ma contro un
sistema marcio, un modello di sviluppo che tritura i popoli e li mette uno
contro l’altro. E non dovrebbero vergognarsi di dire ai migranti che devono
starsene o tornare a casa: i migranti conquisteranno e difenderanno i loro
diritti in Africa, Asia, America, non in Europa. Il che non toglie che
occorrano corridoi umanitari da garantire a chi è in pericolo diretto,
sottraendoli a chi li usa come bombe demografiche, come invece fa con cinismo e
spietatezza il campione del triplogiochismo della NATO, Erdoğan.





Ma
noi democratici non lo faremo, non ci uniremo ai razzisti in questa lotta di
civiltà. Preferiamo condannarli e non mescolarci con loro, perché possiamo
esserne contaminati. Preferiamo disprezzarli e inorridire per la loro furente
rabbia popolana invece che comprendere le ingiustizie che hanno
generato tale rabbia. Preferiamo uccidere Thomas Sankara e poi dimenticarcene. Preferiamo
coltivare vizi privati e sbandierare pubbliche virtù. Preferiamo indignarci,
noi democratici, e continuare a contare i morti.










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