Indipendentisti catalani: Lega razzista e xenofoba

Dopo la catena umana per la Diada de Catalunya, l’Anc prende le distanze dal partito di Bossi: «Siamo all'opposto di questo partito di estrema destra, xenofobo e omofobo».

redazione 16 settembre 2013
La Diada de Catalunya non ha nulla a che fare col partito di Bossi e Maroni. Non è piaciuta agli indipendentisti catalani la fotografia dell’ex leader del Carroccio che indossa una maglietta con la loro bandiera. L’immagine era apparsa su alcuni giornali italiani e spagnoli – che secondo i catalani sono vicini alle posizioni nazionaliste madrilene - all’indomani della grande manifestazione indipendentista, alla quale hanno partecipato centinaia di migliaia di persone, per promuovere un referendum per l’autodeterminazione.



La foto incriminata, che ritraeva l’ex leader della Lega nord con il simbolo degli indipendentisti catalani ha suscitato immediate reazioni. Tanto da costringere i vertici dell’Assemblea nazionale catalana (Anc), a lanciare un comunicato stampa per prendere le distanze dal partito italiano, definito razzista e omofobo. «Vogliamo chiarire che noi ci sentiamo al polo opposto di questo partito politico italiano di estrema destra, xenofobo e omofobo – scrive in catalano l’Anc - e rifiutiamo pubblicamente qualsiasi avvicinamento».



«L'Anc è rimasta sorpresa e molto preoccupata nel vedere la foto dei membri della Lega Nord che indossano magliette con la estelada (la bandiera catalana indipendentista) il giorno della Diada, come segno di solidarietà con l'indipendenza della Catalogna», scrivono ancora i catalani, che l’11 settembre scorso hanno dato vita ad una delle più imponenti manifestazioni per l’autodeterminazione. Una catena umana di oltre 400 chilometri, attraverso tutta la Catalogna, per chiedere un referendum sull’indipendenza dalla Spagna nel giorno della loro festa nazionale.



«È stato un successo senza precedenti», ha commentato la presidente della Anc, Carme Forcadell, secondo la quale hanno partecipato almeno 400 mila persone, per ricordare quell’11 settembre 1714, quando Barcellona capitolò sotto il regime borbonico. Da allora molti catalani sentono ancora lo scotto della lunga dominazione spagnola. Oggi sono almeno 7,5 milioni i catalani – con una forte tradizione culturale e linguistica - che chiedono la possibilità di un referendum popolare per l’indipendenza, che Madrid ha detto di voler negare.


[url"[Gotohome_Torna alla Home]"]popoff.globalist.it[/url]