Arkansas, Corte Suprema dà l'ok per quattro esecuzioni: già giustiziato il primo prigioniero

Dopo le polemiche sul farmaco in scadenza, i giudici non bloccano le esecuzioni: saranno eseguite entro il 30 aprile. Era dal 2005 che in Arkansas non veniva ucciso un condannato.

Ledell Lee, l'uomo giustiziato oggi

Ledell Lee, l'uomo giustiziato oggi

globalist 21 aprile 2017

Brusca accelerata in Arkansas sulle esecuzioni capitali. La Corte Suprema dell'Arkansas ha dato il via libera all'esecuzione della pena di morte per quattro detenuti entro il 30 aprile. Lo Stato ha quindi subito iniziato a giustiziare i condannati: alle 23.56 ora locale il primo dei 4 condannati a morte è morto.


La decisione di eseguire le condanne a morte sta facendo discutere l’America: nei giorni scorsi l'Arkansas aveva deciso di mettere a morte otto condannati in attesa di pena capitale dagli anni '90 a causa della scadenza di uno dei tre farmaci necessari per il mix letale che porta alla morte. Farmaco che scade appunto il 30 aprile.


Otto condanne in appena 10 giorni che avevano sconvolto l’opinione pubblica: l'Arkansas non eseguiva una condanna a morte dal 2005 e mai tanti detenuti erano stati mandati a morte in una periodo così breve. A bloccare il boia ci aveva pensato la casa farmaceutica che produce uno dei farmaci necessario per realizzare il mix letale da iniettare nel condannato: la casa produttrice aveva accusato lo Stato di uso illecito delle sostanze. Un primo giudice aveva dato loro ragione, ma la Corte suprema ha rovesciato la sentenza.


Il primo a morire è stato Ledell Lee, condannato per l'omicidio di una donna (di cui si è sempre dichiarato innocente)  a metà anni '90: seguiranno altre 3 esecuzioni. Negli altri quattro casi infatti la sentenza è stata sospesa in attesa di ulteriori accertamenti.


Anche Amnesty International e Human Rights Watch sono intervenute sulla vicenda. Lo scrittore John Grisham, che è nato in Arkansas, aveva scritto un articolo durissimo: "Siamo di fronte a uno spettacolare deragliamento della legge". Ma purtroppo, ancora oggi, secondo gli ultimi studi in Arkansas il numero di persone favorevoli alla pena di morte è di superiore a quello dei contrari.