Attentato agli Champs Elysées, nell'auto del killer il Corano e un inno all'Isis

Fermati tre membri della famiglia dell'attentatore. Il killer era noto ai servizi di sicurezza. Cazeneuve: "Le elezioni si faranno".

Attentato a Parigi sugli Champs-Elysées

Attentato a Parigi sugli Champs-Elysées

globalist 21 aprile 2017

Dopo l'avvertimento di due giorni fa l'avvertimento, il terrorismo di matrice islamica ha colpito la Francia con l'attentato di ieri sera sugli Champs-Elysees a Parigi: il gesto è stato rivendicato dall'Isis. A uccidere due agenti e ferire una passante tedesca è stato Karim Cheurfi, 39enne francese che ha agito armato di kalashnikov. Il killer era stato arrestato lo scorso febbraio per avere minacciato la polizia ed era poi stato rilasciato per mancanza di prove. Secondo i media francesi, Cheurfi era stato fermato dopo che questi aveva minacciato dei poliziotto. Gli agenti si resero conto che l'uomo non aveva rispettato i domiciliari e l'obbligo di cure psichiatriche. Il giudice responsabile dell'applicazione delle pene non ritenne però che ci fossero motivi sufficienti perché Cheurfi tornasse in carcere.


Fermate tre persone vicine al killer. Tre persone vicine al killer, probabilmente suoi familiari, sono state arrestate oggi, 21 aprile. Sarebbero in qualche modo legate all'azione terroristica di ieri sera sugli Champs-Elysees.


Armi, Corano e scritti che inneggiano all'Isis nell'auto del killer. Diverse armi sono state ritrovate nell'Audi 4 del terrorista ucciso dopo la sparatoria sugli Champs-Elysées: un fucile a pompa e delle armi bianche, tra cui un coltello da cucina. Nella stessa auto, riferiscono i media, insieme ad un fucile a pompa e ad alcuni coltelli, c'erano un Corano e fogli scritti inneggianti all'Isis. 


Nessun complice in Belgio in Belgio. Intanto il belga segnalato dalle autorità di Bruxelles a Parigi in relazione all'attentato sugli Champs-Elysées si è presentato spontaneamente al commissariato di polizia di Anversa. Lo si apprende dal portavoce del ministero degli Interni a Parigi. Per la procura non c'è nessun legame tra l'attentato di ieri sera in Francia e il Belgio. Lo ha affermato la Procura federale belga, secondo quanto riporta la tv pubblica fiamminga Vrt. L'uomo presentatosi spontaneamente al commissariato ad Anversa, che ha un alibi e che nega ogni coinvolgimento nei fatti di Parigi, è noto per casi gravi di traffico di stupefacenti ma non ha legami con il terrorismo né è noto per essere radicalizzato.


Cazeneuve: le elezioni presidenziali si faranno. "Nulla deve ostacolare l'appuntamento democratico". Lo ha dichiarato il Primo Ministro francese Bernard Cazeneuve, confermando il voto delle presidenziali.


I canditati all'Eliseo, dopo l'attentato di ieri, hanno annunciato di aver sospeso tutti i loro impegni elettorali. 


Consiglio di sicurezza. Intanto oggi, 21 aprile, si è rinuito il Consiglio di difesa convocato d'urgenza ieri sera dal presidente francese François Hollande. Oltre a Hollande, partecipano al Consiglio i ministri dell'Interno, della Giustizia, della Difesa e degli Esteri. Tra gli altri, sono presenti inoltre i capi dei servizi di sicurezza, dell'intelligence e delle forze armate. 


Nell'attentato è morto anche un poliziotto, ucciso a colpi di kalashnikov: fertiti altri due agenti. Il panico si è subito propagato in pochi istanti sugli Champs-Elysees: l'intera avenue, la più celebre della capitale, è stata blindata dai furgoni di polizia, dalla Concorde fino all'Etoile. Tutte le fermate del metrò sono state sbarrate, gli abitanti sono stati invitati a non avvicinarsi al quartiere.


L'attentato dell'Isis è arrivato a tre giorni dal primo turno: il terrorismo ha fatto così irruzione nelle elezioni presidenziali francesi. L'attentato era stato annunciato due giorni fa e, puntalmente, è stato compiuto da sostenitori del Califfato nero.


Karim Cheurfi - come confermato dal procuratore Francois Molins - è stato identificato e la sua abitazione in banlieue di Parigi già perquisita: era schedato dalla polizia, radicalizzato, con pesanti precedenti. Già 15 anni fa era stato condannato per tentato omicidio di un agente, quindi per aver assalito una guardia in carcere. Era nato nella periferia di Parigi. 


 


IL MOMENTO DELL'ATTACCO NEL VIDEO UN TESTIMONE (DA YOUTUBE)