Sorpresa Mélenchon, il candidato che sente profumo di Eliseo

Il candidato della sinistra più radicale continua a salire nei sondaggi e ha possibilità di arrivare al ballottaggio

Jean-Luc Me'lenchon

Jean-Luc Me'lenchon

globalist 20 aprile 2017

Doveva essere un candidato di bandiera. Per dare voce alla sinistra più radicale. Invece, almeno stando ai somdaggi, rischia di essere la sorpresa della campagna presidenziale, l'uomo che ha fatto corsa da solo, scegliendo di non partecipare alle primarie socialiste e che nelle ultime settimane ha conquistato grande popolarità: Jean-Luc Mélenchon, 65 anni, nato a Tangeri, leader della sinistra radicale e del movimento 'France Insoumise', è riuscito a sorpassare Benoit Hamon, vincitore delle primarie socialiste che si è ritrovato però un partito sconquassato dalle lotte intestine.
Non solo: negli ultimi sondaggi è riuscito a infastidire anche Francois Fillon, il candidato della destra, ponendosi come presenza importante dietro Marine Le Pen ed Emmanuel Macron. La sua immagine da 'indomito' piace ai giovani, anche perché è il candidato più 'tecnologico': grazie alla campagna ben orchestrata dalla sua direttrice di comunicazione Sophia Chikirou, Me'lenchon ha una web tv, una web radio, è onnipresente sui social network e ha puntato anche sull'ologramma per stupire.
 La prima volta lui si trovava a Lione e il suo ologramma ad Aubervilliers, vicino a Parigi, per un comizio in simultanea.
Martedì ha moltiplicato gli effetti speciali: lui era presente fisicamente a Digione mentre 6 ologrammi erano in altrettante città francesi per dei comizi virtuali. E uno degli ultimi appelli ai suoi elettori lo ha fatto domenica da una pe'niche, la chiatta sui canali della Senna.
Trotzkista, ammira Fidel Castro e Hugo Chavez: si è dichiarato disponibile a cooperare con l'Alleanza Bolivariana.
Il suo programma propone che l'età pensionabile sia abbassata a 60 anni, che l'orario di lavoro sia ridotto, vuole una tassa patrimoniale importante sui redditi alti (fino al 90%), l'abbandono da parte della Francia del nucleare e più attenzione alle domande d'asilo dei migranti.
Sull'Europa ha dichiarato nel suo ultimo comizio che vuole restarci ma modificando i trattati Ue. Se questo non fosse possibile, allora la Francia dovrebbe uscire. Me'lenchon si candida all'Eliseo per la seconda volta: nel 2012 arrivò quarto, dietro Marine Le Pen, con l'11,10% dei voti. E' stato ministro con delega all'insegnamento professionale nel governo di Lionel Jospin tra il 2000 e il 2002, poi eurodeputato dal 2009. Discreto sulla sua vita privata, ha liquidato la questione con una battuta: "Se sarò eletto, non avrete una Premie're Dame, perché sono single, quindi sarò un presidente meno caro".