Vaticano, vittima di pedofilia lascia la commissione: "Vergognosa mancanza di cooperazione"

Maria Collins da giovane subì abusi ripetuti da parte di un sacerdote, si è dimessa da membro della commissione voluta da Papa Francesco.

Maria Collins

Maria Collins

globalist 1 marzo 2017

"Ci sono state battute d'arresto costanti. Questo è stato direttamente a causa della resistenza da parte di alcuni membri della Curia vaticana al lavoro della Commissione. La mancanza di cooperazione, in particolare da parte del dicastero più strettamente coinvolti nel trattamento dei casi di abuso, è stato vergognoso". Lo ha denunciato Marie Collins, ex vittima irlandese di abusi sessuali da parte di un prete, nella lettera diffusa via twitter nella quale spiega il perchè delle sue dimissioni dalla Commissione vaticana voluta dal Papa per tutelare i minorenni vittima di abusi da parte del clero.
"Alla fine dello scorso anno una semplice raccomandazione, approvata da papa Francesco, è andata a questo dicastero in materia di un piccolo cambiamento di procedura nel contesto delle cure per le vittime sopravvissute. A gennaio - racconta la Collins - ho saputo che il cambiamento era stato rifiutato. Allo stesso tempo, anche una richiesta di cooperazione su un tema fondamentale del lavoro della Commissione in relazione alla tutela era stata rifiutata".
La Collins si augura che la Commissione possa riuscire "a superare questa resistenza. Il cardinale Sean O'Malley mi ha invitato a continuare a far parte di progetti di formazione, compresi quelli per la Curia e nuovi vescovi e sono felice di accettare. Questo sarà l'area su cui io ora mi concentrerò Vorrei il meglio per il futuro per i miei colleghi della Pontificia Commissione". Marie Collins, dunque, continuerà ad aiutare la commissione dall'esterno.