Troppo fascisti, niente medaglia dalla Germania agli agenti che uccisero Amri

Le fotografie sui social con il busto di Mussolini e i link razzisti e anti immigranti condivisi dai due imbarazzano Berlino:

Anis Amir, il killer Berlino è stato ucciso dalla polizia a Sesto San Giovanni

Anis Amir, il killer Berlino è stato ucciso dalla polizia a Sesto San Giovanni

globalist 12 febbraio 2017

Berlino non premierà i due agenti italiani che hanno messo fine alla fuga di Anis Amri, l’attentato al mercatino di Natale nella capitale tedesca. I due agenti di polizia di Sesto San Giovanni, celebrati come “eroi” in Italia, non avranno alcuna medaglia dalle autorità tedesche. Il motivo? Apologia di fascismo.


Ieri, il quotidiano Bild ha rivelato infatti che il governo tedesco stava considerando l’idea di dare una medaglia a Cristian Movio e a Luca Scatà. La stessa Angela Merkel aveva ringraziato la polizia italiana e i due agenti per aver messo fine a una situazione imbarazzante per l’intera Germania che si era vista scappare sotto il naso il terrorista. Bild ha perà spiegato che, secondo due ministri, l’onorificenza a Movio e Scatà è fuori questione. È bastato fare un giro sui profili di Facebook e di Instagram, oscurati dalla Questura di Milano dopo la sparatoria di Sesto San Giovanni, per vedere i due poliziotti con le loro foto e commenti in cui inneggiano all’estrema destra: qualcosa su cui in Germania – a differenza dell’Italia – non si puo soprassedere.


La decisione del Ministro Minniti di rendere subito noti i nomi dei due agenti per celebrare il loro atto eroico è costata quindi la medaglia. Grazie a questa decisione è stato possibile controllare i loro profili social e incappare nella foto di Scatà, l’agente che ha materialmente sparato ad Amri, che su Istagramm fa il saluto romano e di Mussolini definito “tradito” e infami i suoi traditori in un post del 25 Aprile, giornata che celebra la Liberazione nazionale dal nazifascimo. Stesse immagini sul profilo di Movio, il poliziotto ferito da un colpo sparato da Amri, che invece su Facebook si divertiva a condividere link di siti razzisti e anti-migranti, oltre ad aver pubblicato la fotografia di una bottiglia di Coca-Cola, quelle con i nomi propri sull’etichetta, con la scritta Adolf.