I fratelli Occhionero interrogati dal gip: mai rubato dati

Intanto è stato rimosso il Capo della Polizia Postale Roberto Di Legami per aver sottovalutato la portata dell'indagine.

Cyberspionaggio, i due indagati Maria Occhionero e Giulio Occhionero

Cyberspionaggio, i due indagati Maria Occhionero e Giulio Occhionero

globalist 11 gennaio 2017

Al via oggi i primi interrogatori dei due indagati. "Non abbiamo mai rubato dati né svolto attività di spionaggio": si sono difesi così Giulio e Maria Francesca Occhionero nel corso dell'interrogatorio di garanzia a Regina Coeli. "Gli indirizzi mail sono pubblici e alla portata di tutti e non c'è alcuna prova di sottrazione di dati da parte nostra", hanno detto i fratelli.


"Il mio assistito nega di aver fatto attività di spionaggio, i server all'estero li aveva per lavoro", aveva affermato l'avvocato Stefano Parretta, difensore di Giulio Occhionero, prima di entrare nel carcere di Regina Coeli dove è andato in scena l'interrogatorio di garanzia dopo gli arresti di ieri. "Oggi risponderà alle domande del gip - aveva aggiunto - ha cose da chiarire: questa è una vicenda ancora tutta da scrivere e lui nega di aver fatto alcunchè di illecito".


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È stato rimosso dal suo incarico il capo della Polizia postale. La decisione è stata presa in relazione all’inchiesta sul cyberspionaggio che ieri ha portato all’arresto di due persone:  Giulio Occhionero, di 45 anni, e la sorella Francesca Maria, residenti a Londra ma domiciliati a Roma e conosciuti nel mondo dell'alta finanza capitolina. Il capo della polizia Franco Gabrielli ha disposto l'avvicendamento al vertice della polizia postale, e all'attuale direttore, Roberto Di Legami, è stato assegnato un nuovo incarico. Tra i motivi alla base della decisione anche l'aver sottovalutato la portata dell'indagine sullo spionaggio dei politici senza informare i vertici del Dipartimento di pubblica sicurezza.


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Dalle indagini è emerso che i due fratelli Occhionero hanno spiato politici e figure istituzionali come i due ex premier Renzi e Monti, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori di livello nazionale. Ieri la Polizia ha smantellato una centrale di cyberspionaggio che per anni ha raccolto notizie riservate e dati sensibili. L'indagine è coordinata dal pm Eugenio Albamonte della Procura di Roma.


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