Turchia, troppa repressione: i deputati filo-curdi boicottano la riforma costituzionale

Il Partito democratico dei popoli (Hdp) ha annunciato che si asterrà dal voto. La riforma darebbe più poteri a Erdoğan.

Recep Tayyip Erdogan

Recep Tayyip Erdogan

globalist 10 gennaio 2017

Il partito filocurdo d'opposizione in Turchia, che ha molti deputati in carcere, ha annunciato che boicotterà il voto sul progetto di riforma costituzionale in senso presidenziale, mirato a rafforzare il potere del presidente Recep Tayyip Erdogan.


“Non useremo il nostro diritto di voto per questo progetto illegittimo in un contesto in cui i nostri deputati sono stati ingiustamente arrestati e non possono esercitare le loro funzioni”, ha detto Ayhan Bilgen, portavoce del Partito democratico dei popoli (Hdp).


Il Partito ha annunciato che si asterrà dal voto sul progetto di riforma costituzionale al vaglio del parlamento. La riforma darebbe più poteri al presidente Recep Tayyip Erdoğan.


Il Parlamento turco ha iniziato ieri l'esame della riforma costituzionale che prevede il trasferimento al presidente dei poteri esecutivi del premier. Il progetto deve ottenere l'avallo di almeno 330 dei 550 deputati per poter essere sottoposto a un referendum popolare. Il partito islamico conservatore AKp e i nazionalisti del Mhp che sostengono la riforma, dispongono insieme di 355 voti. Ieri il leader dell'Hdp Selahattin Demirtas ha fatto pervenire dal carcere una petizione per chiedere il diritto di voto anche ai deputati in prigione. "Dato che undici membri del Parlamento sono stati presi in ostaggio politicamente e illegalmente e che ci è stato tolto con al forza il nostro diritto di esprimere il nostro punto di vista in Parlamento e di votare, il dibattito e il voto sono in partenza controversi" ha scritto Demirtas.