Il tesoro di Aroldo 'Bluetooth' Dente Azzurro trovato da un archeologo di 13 anni

Il leggendario re danese (che ha dato il nome al sistema Bluetooth) ha lasciato un tesoro sepolto nell'isola di Rugen

La stele di Arold Dente Azzurro

La stele di Arold Dente Azzurro

globalist 16 aprile 2018

Una passione che, con l'aiuto di un po' di fortuna, porta a una scoperta archeologica sensazionale: è la storia di dell'archeologo dilettante René Schoen e del suo assistente, il 13enne Luca Malaschnitschenko. I due, armati di metal detector, stavano ispezionando l'isola di Rugen, nel nord della Germania, quando si sono imbattuti in quello che a prima vista sembrava un banale pezzo di alluminio, ma che si è rivelato essere un frammento d'argento. 


La scoperta ha attirato l'attenzione del mondo archeologico tedesco, che ha iniziato dei lavori di scavo che hanno portato alla luce un tesoro che si ritiene sia appartenuto al leggendario re danese Aroldo I, detto 'Dente Azzurro', un sovrano talmente celebre nella mitologia danese che addirittura il logo di Bluetooth (letteralmente 'Dente Azzurro') è un unione tra le due rune iniziali del suo nome, H e B. 

Il tesoro ritrovato consta di collane intrecciate, perle, spille, un martello di Thor, anelli e 600 monete. Secondo gli esperti, il tesoro è stato seppellito negli anni '80 del IX secolo, quando il Re Araldo fuggì in Pomerania dove morì nel 987.