Xenofobia in salsa ungherese: pene severe alle Ong che aiutano i migranti

Il piano anti-immigrazione do Orban è stato battezzato "Stop Soros!" contro il miliardario che finanzia le politiche di accoglienza

Migranti in Ungheria

Migranti in Ungheria

globalist 14 febbraio 2018

Nell’Europa dei fili spinati e delle barriere sono in prima fila. Sono stati uno dei governi che ha fatto da battistrada alla xenofobia: pene severe per le Ong che forniscono assistenza ai migranti e sanzioni anche per gli aiuti umanitari. Lo prevede il pacchetto di leggi presentato al Parlamento ungherese dal governo di Viktor Orban.
Il piano anti-immigrazione è stato battezzato "Stop Soros!" in forma di protesta contro il miliardario statunitense George Soros, che ha versato fondi per promuovere i valori dell'accoglienza nell'Europa orientale.

Già il 7 marzo del 2017 il parlamento ungherese aveva dato il via libera a un progetto di legge che prevedeva la detenzione per i tutti i richiedenti asilo.
Secondo il testo, durante le procedure di richiesta del visto i migranti saranno portati in campi container al confine con la Serbia.
Pochi giorni dopo il governo Orban avrebbe attaccato l'Italia, rea di aver "ricattato l'Ungheria con una pressione politica anche sugli altri Paesi dell'Europa centro-orientale" in riferimento alla ricollocazione dei profughi.
Sul tema dei ricollocamenti si è espresso anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affermando che "sbaglia chi pensa che il problema dell'immigrazione riguarda solo i Paesi mediterranei, presto riguarderà tutta l'Unione europea". Il Capo dello Stato ha poi ricordato che presto l'Africa avrà tre volte la popolazione dell'Europa e servono quindi canali legali per le entrate. Tutte cose che, ha aggiunto, "nessun Paese può gestire da solo".