L'Africa intera insorge contro le parole razziste di Trump: chieda scusa

Il gruppo africano all'Onu si dice 'scioccato e preoccupato' per la tendenza dell'amministrazione americana. Durissimo il commento delle Nazioni Unite : 'parole contrarie ai valori universali'

Trump

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globalist 13 gennaio 2018

I 54 ambasciatori del gruppo africano presso le Nazioni Unite hanno chiesto, ufficialmente, le scuse del presidente degli Stati Uniti Trump per il contenuto razzista delle sue dichiarazioni in ordine ad alcuni Paesi - definiti 'cessi' - , da cui arrivano immigrati.
In una dichiarazione congiunta senza precedenti, il gruppo si è detto "estremamente scioccato e preoccupato per la continua e crescente tendenza dell'amministrazione statunitense, nei confronti dell'Africa e per le persone di origine africana, che denigra il continente e le persone di colore''.
Gli ambasciatori hanno anche espresso solidarietà con il popolo haitiano e gli altri Paesi che sono stati denigrati, ringraziando "gli americani di tutte le origini che hanno condannato queste affrmazioni''.
Il nuovo exploit linguistico del presidente americano ha avuto eco fino a Ginevra, dove il portavoce dell'ONU, Rupert Colville, ha qualificato queste affermazioni come "scioccanti e vergognose". Parole "razziste" e "contrarie ai valori universali", ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.
''Non puoi - ha sottolineato - considerare interi Paesi e continenti come 'cessi' da cui non sono benvenute intere popolazioni, che non sono bianche''.
Il governo haitiano ha reagito alle parole di Trump dichiarandosi "profondamente scioccato e indignato". Secondo la CNN, il governo haitiano ha convocato oggi il più alto diplomatico americano presente sul suo territorio per chiedergli spiegazioni su questa dichiarazione del suo presidente.
La definizione del presidente americano, peraltro, è giunta quando gli haitiani stavano ricordando l'ottavo anniversario del terremoto che, il 12 gennaio del 2010, ha devastato il loro Paese, facendo 300.000 morti, altrettanti feriti e un milione e duecentomila senza tetto.
Il senatore repubblicano Lindsey Graham, presente nello Studi Ovale nel momento in cui Trump ha esternato il suo pensiero, ha detto: "Dopo i commenti del presidente, gli ho risposto direttamente e tutti coloro che hanno partecipato all'incontro sanno cosa ho detto e come mi sento. Ho sempre creduto che l'America fosse un'idea che non è definita dalla sua gente, ma dai suoi ideali. "
Duro anche il presidente della Camera dei rappresentanti, il repubblicano Paul Ryan, che commentato il senso delle parole di Trump come "infelice'' e "inutile".
Ma c'è che difende il presidente, come il suo (per un brevissimo periodo) ex direttore della comunicazione, Anthony Scaramucci: ''"Il presidente non è affatto un razzista. È indubbiamente il presidente meno razzista. Apparentemente, lui e io siamo gli unici a usare le parolacce qua e là. I giornalisti non parlano così. Chi avrebbe pensato di vivere in una società così puritana!''.