Non eroe ma sciacallo: il clochard di Manchester derubava le vittime dell'attentato

Dopo la strage era stato indicato come colui che soccorreva i feriti. Ora è sotto processo e finirà in cella

Chris Parker

Chris Parker

globalist 3 gennaio 2018

Uno sciacallo, non un eroe come si pensava: subito dopo il sanguinoso attacco terroristico di Manchester i media del Regno Unito lo avevano acclamato come il senzatetto "eroe" che soccorre e conforta le vittime dell'attentato al concerto di Ariana Grande. E invece il 33enne Chris Parker mentre decine di persone erano a terra, gravemente ferite o morte, le ha derubate, prendendo loro una borsetta e uno smartphone. E' stato lui stesso ad ammettere il furto di fronte alla Manchester Crown Court.
L'accusa ha sostenuto che l'uomo avesse fornito "un aiuto limitato" ai feriti, ma di averne approfittato per commettere dei furti. A più riprese, Chris Parker si è recato vicino a Pauline Healey, ferita nell'esplosione e con una nipote di 14 anni agonizzante nelle vicinanze, prima di chinarsi su di lei e impossessarsi del suo zaino per sottrarle il portafoglio. Il senzatetto aveva utilizzato una carta di credito qualche ora dopo in un ristorante McDonald's della città.
Ha inoltre confessato di aver rubato il telefonino a un'altra vittima, che per ragioni legani non può essere nominata. La corte si esprimerà il 30 gennaio sulla colpevolezza di Chris Parker, che nel frattempo rimarrà in carcere.
L'uomo senza fissa dimora che si recava regolarmente all'esterno della sala concerti per chiedere l'elemosina, era stato esaltato il suo coraggio per aver raccontato di aver soccorso le vittime subito dopo l'attentato.
La corte deve pronunciare la sentenza alla fine del mese ma il giudice ha già detto che "molto probabilmente" si tratterà di una pena detentiva per l'uomo senza fissa dimora che ha anche cercato di nascondersi in un appartamento dello Yorkshire, per non presentarsi in tribunale, ma è stato poi arrestato.