I palestinesi replicano a Trump: Gerusalemme non è in vendita per oro o miliardi

Il miliardario pretende che dopo provocazioni e forzature si apra un tavolo della pace, ovviamente sbilanciato verso Israele

Incidenti a Gerusalemme tra palestinesi e israeliani

Incidenti a Gerusalemme tra palestinesi e israeliani

globalist 3 gennaio 2018

Alle parole sfrontate del miliardario ha risposto con grande dignità e fermezza l'Autorità nazionale palestinese: Gerusalemme "non è in vendita", così il portavoce del presidente della Palestina, Mahmud Abbas, risponde a Donald Trump che aveva minacciato di tagliare i fondi annuali di aiuto ai palestinesi (circa 300 milioni di dollari) per forzarli a sedersi al tavolo dei negoziati. "Gerusalemme è la eterna capitale della Palestina e non è in vendita per oro o per miliardi", ha detto Nabil Abu Rudeina.
Ashrawi: non ci faremo ricattare
I palestinesi ''non si faranno ricattare da Donald Trump'': lo ha affermato oggi in un comunicato la dirigente dell'Olp Hanan Ashrawi. Riconoscendo Gerusalemme come capitale di Israele, ''Trump ha distrutto con un colpo solo le fondamenta della pace''. Il presidente degli Stati Uniti, ha aggiunto, ''ha sabotato il nostro impegno per la pace, la libertàe la giustizia''.