Fu tenuto per anni ostaggio con la famiglia dai talebani: arrestato per violenza sessuale

Quindici capi d'imputazione contro Jil canadese Joshua Boyle, ancora coperti dal segreto istruttorio. Tornato libero in ottobre dopo 5 anni di prigionia, durante i quali sono nati i tre figli.

Joshua Boyle con la famiglia durante la prigionia

Joshua Boyle con la famiglia durante la prigionia

globalist 3 gennaio 2018

Joshua Boyle, il cannadese tornato libero in ottobre con la sua famiglia (moglie e tre figli in tenera età) dopo cinque anni in mano ai talebani è stato arrestato con molte accuse, tra le quali quelle di violenza sessuale e sequestro di persona.
Secondo i documenti che hanno indotto la pubblica accusa di Ottawa ad emettere il provvedimento nei suoi confronti, Boyle avrebbe compiuto gli atti contestatigli tra il 14 ottobre (cioè appena quattro giorni dai rientro in Canada) ed il 30 dicembre scorso.
Quindici le accuse contro Joshua Boyle: otto per aggressione sessuale; due per violenza sessuale; due per sequestro di persona; una per minacce; una per somministrazione di una sostanza nociva; una per intralcio alle indagini.
Il 34enne dovrebbe presentarsi nelle prossime ore davanti alla corte.
"Il signor Boyle è presunto innocente. Non ha mai avuto problemi prima. Nessuna prova è stata ancora presentata, il che è normale a questo punto ", ha sostenuto il suo difensore, l'avvocato Eric Granger.
"Stiamo aspettando che vengano esibite le prove per difenderci da queste accuse''.
Boyle, con la moglie, l'americana Caitlan Coleman, e i loro tre bambini (nati durante la prigionia), erano stati liberati da soldati pakistani il 10 ottobre.
Dopo la loro liberazione, Boyle aveva dichiarato ai media che i rapitori avevano ucciso un quarto figlio (una bambina) e violentato sua moglie.
La coppia, dopo la liberazione, vive in Canada.
A dicembre, la famiglia ha incontrato il primo ministro canadese Justin Trudeau e le immagini dell'incontro sono state condivise sull'account Twitter di Boyle.


 

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