Teheran accusa Riad: la mano dell'Arabia saudita dietro alle proteste

Il segretario del Consiglio supremo di Sicurezza nazionale contro la Monarchia: molti hashtag contro l'Iran sono di provenienza saudita

Proteste in Iran

Proteste in Iran

globalist 2 gennaio 2018

Riad e Teheran stanno ai ferri corti. Una tensione e diffidenza antica, acuita dall'arrivo sulla scena di Donald Trump che ha tutte le intenzioni di far saltare il banco e destabilizzare l'area.
In questo contesto nuove accuse all'Arabia Saudita sono arrivate dall'Iran nel mezzo delle proteste antigovernative esplose giovedì scorso. La Repubblica Islamica, eterna rivale della monarchia del Golfo nella regione, sostiene ci sia lo zampino di Riad nelle contestazioni che da Mashhad sono rapidamente dilagate in varie città del Paese.
«Non c'è motivo di preoccupazione e nei prossimi giorni finirà tutto», ha sostenuto Ali Shamkhani, il segretario del Consiglio supremo di Sicurezza nazionale in un'intervista alla tv Al-Mayadeen rilanciata stamani dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna.
Shamkhani ha parlato di una «guerra per procura» contro l'Iran scatenata sui social media e su Internet e - secondo Press Tv - non ha risparmiato accuse all'Arabia Saudita, agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna.
«I sauditi fanno parte della rete che ha scatenato una guerra contro l'Iran su Internet», ha sostenuto Shamkhani, secondo il quale «circa il 27% dei nuovi hashtag contro l'Iran vengono generati dal governo saudita».
La monarchia del Golfo, ha aggiunto, «è ben consapevole del rischio della nostra risposta». «Immischiandosi nelle questioni iraniane e cercando inutilmente di provocare gli iraniani, Riad non riuscirà a nascondere le sue sconfitte in Yemen», ha detto ancora Shamkhani con un riferimento alla coalizione militare araba a guida saudita che dal marzo 2015 interviene in Yemen in appoggio alle forze governative contro i ribelli sciiti Houthi, che Teheran è accusata di sostenere.