Olimpica ossessione per il Lato B

I lettori sono chiamati a rispondere su questa ossessione anche nel sondaggio di Globalist. I media stranieri si interrogano sull'italica informazione fatta col B Side.

Desk 5 agosto 2012

Queste sono senza dubbio le Olimpiadi del Lato B. Un’ossessione per i media italiani che hanno focalizzato la loro attenzione quasi interamente sulle fattezze fisiche degli atleti, disseminando gallerie fotografiche di bellezze impegnate in attività sportive e non solo. Talvolta vere e proprie modelle, il più possibile ignude, per raccontare discipline olimpiche e meno olimpiche.


Così dopo la stucchevole premessa fatta di sesso - quando, quando e dove – si è passati alla caccia alla bellezza femminile inquadrata da dietro. Ovvio, le ragazze del beach volley sono diventate reginette. Ma non solo: atlete sconosciute sono state messe sui giornali e sui siti il più possibile svestite per raccontare la solita storia della donna, bellona e oggetto.


Scrive Federica Cocco che in Gran Bretagna i giornalisti sono un po’ sconvolti da questa fissazione giornalistica italica, tanto che un giornalista del Guardian ha anche analizzato i titoli dei principali quotidiani evidenziando la differenza tra immagine e prestazione. Insomma: la foto è per le forme, il pezzo è sul risultato. Spettacolare un titolo della rosea sparato sotto un deretano in primissimo piano…


Viene quasi da sorridere pensando alla sorpresa dei colleghi anglosassoni che fanno una differenza forte tra stampa specializzata in gossip e quotidiani seri. Qui la differenza è saltata da un pezzo. D’altra parte tira più il lato B che una dichiarazione di Cicchitto, sostiene un amico collega. Immaginiamo di sì, e per questo continuiamo a guardare giornali fatti con il lato B. Qualcuno direbbe: era la stampa, ora è bellezza. Mi. Vi.