Mancini conferma: sesso per giocare? Il fenomeno esiste

L'allenatore è stato a lungo in Inghilterra dove la pedofilia nel pallone è stata un fenomeno diffuso

Roberto Mancini

Roberto Mancini

globalist 20 marzo 2017

Parola di una persona che questo mondo lo conosce molto bene. "Il fenomeno esiste". Roberto Mancini il calcio lo ha vissuto ad altissimi livelli in Italia e all'estero e di fronte al caso di Torino, dove un giovane allenatore di pallone e due adulti sono accusati di pedopornografia e violenza sessuale su minorenni in cambio di un posto da titolare, sottolinea "credo ce ne siano anche altri, bisogna andare fino in fondo".
Proprio in Inghilterra, dove Mancini ha lavorato per anni, sta sconvolgendo le coscienze un'inchiesta sulla pedofilia che coinvolge un'ottantina tra tecnici e dirigenti sospettati di aver abusato dei calciatori dei loro club.
Sono centinaia le denunce raccolte dalla polizia britannica, per la maggior parte relative a vicende degli anni passati, tanto che il capo della Premier League, Richard Scudamore, ha scritto ai genitori di più di 3'000 calciatori in erba per rassicurarli sulle misure di controllo e sicurezza attive nei settori giovanili dei club della massima divisione. Ma è spesso nelle piccole realtà che si consumano certi drammi, e i confini non contano.
Il capo della Procura della Federazione italiana giuoco calcio (Figc), Giuseppe Pecoraro, in audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, ha da poco annunciato che intende accendere un faro sulla pedofilia, avviando un'attività non solo repressiva ma anche di osservazione del mondo del calcio. A destare l'allarme, solo negli ultimi tempi, varie inchieste hanno fatto emergere torbide vicende a Cremona, in Piemonte, nel Bresciano, in Veneto e nel Lazio, a volte con esiti tragici.
Lo scorso gennaio, un allenatore di squadre giovanili, arrestato per pedofilia, si è tolto la vita in carcere ad Alessandria. Drammi che si incrociano, ma per pochi episodi che vengono alla luce molti lasciano solo indelebili segni nelle vite di chi li subisce.