Lazio, andamento lento. Le Pagelliadi

La Lazio si ferma a Cagliari: 0 a 0 al Sant'Elia. Le mitiche pagelliadi di Francesco Troncarelli e gli "Appunti di gioco" di Roberto Taglieri.

Cagliari-Lazio

Cagliari-Lazio

Francesco Troncarelli 20 marzo 2017

Cagliari-Lazio  0-0


6 e mezzo al Duo dei Tulipani


La Lazio ha interrotto la sua marcia trionfale in chiave Champions, andando a sbattere sul muro alzato dal Cagliari al Sant’Elia. Un catenaccio super che ha impedito agli Inzaghi boys di decollare e cercare di rendersi pericolosi. E’stata insomma una partita che non è mai partita, complici i primi caldi ma anche e soprattutto tanta approssimazione e mosceria da parte nostra. Ecco così che i migliori in campo sono stati paradossalmente i due centrali, l’Olandese volante e l’uomo che si è fatto dittongo, che hanno tenuto a bada gli sporadici assalti rossoblu che nel finale hanno avuto un’improvvisa accelerata. Coi loro interventi puntuali e sicuri hanno evitato la beffa. E scusate se è poco.


6+ a veni, vidi, Lulic al 71°


Nel pattume generali dei suoi compagni di merenda del centrocampo, l’Eroe del 26 maggio è stato l’unico a salvarsi e a galleggiare coi suoi piedi fucilati e la proverbiale tigna. Sarà pure un intruppone come si dice dalle parti nostre, ma è una sicurezza, perché dove lo metti sta, come Carlo Conti. Affidabile e nei secoli fedele. Che volete de più?


6 a Sylva Strakoshina


Ha festeggiato i suoi 22 anni (un pupo) mantenendo inviolata la porta che gli è stata giustamente affidata negli ultimi tempi. Pochi interventi vero, ma buoni. Gli auguri quindi ce stanno tutti. Aspettiamo ora la ciliegina sula torta nella prossima partita.


6 a Innamoradu


All’inizio si è involato, poi col passare del tempo si è involuto, alla fine si è involtino. Ma è comunque molto saporito e non sciapo come gli altri.


6- a Basta e avanza


Poteva e doveva fare molto di più il Drugo biancoceleste. Come Fabio Volo da Fazio, che più della sterile presenza non va. Eppure con Orietta Berti ci sarebbe da ricamare.


5 e mezzo a chiedimi se sono Felipe


Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po così che hanno tutti i fantasisti carioca come lui che dopo aver segnato dopo una vita (col Toro), si sentono appagati e rientrano nei ranghi della normalità come un Renato Portaluppi qualsiasi. Cartoline da Cagliari, selfie dal porto, saudade a go gò, fasolada per cena. Signore e signori è tornato il “Turista per caso”.   


5+ a dillo a Parolo tuo


Se pure lo stacanovista biancoceleste gioca col freno a mano tirato, qualcosa non va. E’ come se Antonio Razzi diventasse primo ministro. Che dite? Con quello che c’è su piazza può farcela?


5 a c pienz tu Cirù?


Della serie “omen-nomen”. Per la prima volta ha confermato la giustezza del suo cognome: Immobile. Incredibile ma vero, come il parrucchino di Sandro Mayer.


5 a keita hai? So ancora un ragazzino che fa de testa sua


Il suo sbadiglio immortalato dalla telecamera galeotta, è lo stesso dei tifosi spaparanzati in poltrona davanti al televisore, storditi da tanto tirà a campà che ha profuso a piene mani. Pardon gambe. Una barzelletta del Cipolla al confronto, che di solito fa piange di suo, avrebbe avuto più effetto.


5- a Biglia R. Dino


Un passo indietro. Come D’Alema dal PD. Solo che Baffino poi ha lasciato mentre er Sorcio ha raddoppiato (l’ingaggio). Dal tema che aveva finalmente svolto con profitto nelle precedenti lezioni, è tornato al compitino che tanto je piace. Due per due uguale quattro, dieci diviso cinque uguale due, sette meno uno uguale sei. Alle frazioni ci penserà quando ha voglia, alle radici quadrate quando sarà alle medie. Driiiin, la campanella, ricreazione e merenda. Evviva.


5- - a Patric del rande Fratello


A un certo punto un colpo di vento gli ha mandato davanti gli occhi la zazzera alla “Libera e bella” e s’è marcato da solo. Neanche il miglior Vignaroli riuscì in una così ardua impresa a suo tempo.


4 a Long Djordjevic


La risposta al Faraone dell’altra sponda. La mummia.


4- - a Lupo Alberto


E’ come il programma di Gigi Marzullo alle due di notte. Inutile.   


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Appunti di gioco


di Roberto Taglieri


Domenica, 19 marzo 2017


Tra Cagliari e Lazio finisce a reti bianche. Nel 29 simo turno di campionato al “S. Elia” va in scena una brutta partita, arida di emozioni, giocata con giudizio dal Cagliari che ha visto i biancazzurri meno brillanti del solito fermarsi contro una delle difese più battute della serie A: 0-0 il risultato finale. Rastelli deve fare a meno di Capuano, tra Di Gennaro e Dessena sceglie quest’ultimo e manda Sau in campo dal primo minuto con Joao Pedro. I dubbi di Inzaghi riguardano De Vrij e Biglia; alla fine tutti e due sono del match, mentre a centrocampo la squalifica di Milinkovic impone di arretrare Lulic per un 433 che prevede Keita e Anderson dal primo minuto. La gara inizia un po’ flemmatica, il Cagliari perde quasi subito Dessena, che ha un risentimento muscolare all’8’e lo sostituisce Faragò. E’ una partita bloccata a centrocampo con scarsi spazi per poter liberare giocate profonde; poco movimento e nessuna occasione da rete almeno sino alla mezz’ora, quando Hoedt di testa colpisce bene ma manda su Immobile. E’ l’unica opportunità di un primo tempo orribile, col Cagliari arroccato dietro e la Lazio decisamente in giornata no, che non riesce a trovare sbocchi. Nel secondo tempo i biancazzurri cercano maggiore incisività e trovano subito il tiro di Anderson, che sfiora l’incrocio dei pali. Dopo una certa pressione del Cagliari, sul capovolgimento di fronte Parolo piazza male un bel rasoterra ed ora sembra che il ritmo salga un po’. Al 60’ una delle migliori opportunità laziali capita ad Anderson, che ci va poco convinto col piattone destro e Rafael gli blocca la conclusione; al 66’ Djordjevic sostituisce Radu e Farias entra al posto di Sau. Inzaghi poi toglie anche Keita, oggi inconcludente, per Luis Alberto. Joao Pedro al 76’ prova la botta che si  perde in curva, poi è Padoin a graziare i biancazzurri con un tiro scoordinato che poteva trasformarsi nel vantaggio rossoblu. L’andamento della partita non cambia; nel finale la Lazio manca di lucidità, non riesce a produrre nemmeno un forcing efficace e il risultato resta fissato sullo 0-0. Dopo cinque vittorie consecutive i biancazzurri si fermano: deconcentrati e sulle gambe per buona parte della gara gli uomini di Inzaghi inspiegabilmente oggi sono apparsi la controfigura di quelli pimpanti ed in forma visti domenica scorsa col Torino. E’ sembrata una partita di fine stagione in cui la Lazio ha senz’altro sbagliato l’approccio, racimolando alla fine un solo punto. Tuttavia questo risultato lascia invariate le posizioni in classifica con la squadra biancoceleste che rimane quarta a quota 57, a due sole lunghezze da Inter ed Atalanta. Ed ora la sosta, che arriva quanto mai opportuna per riordinare le idee e le forze in attesa di un pronto riscatto contro il Sassuolo.


CAGLIARI    LAZIO     0–0      


CAGLIARI: Rafael, Isla, Pisacane (85’ Salamon), Alves, Murru, Dessena (8’ Faragò), Tachtsidis, Padoin, Ionita, Joao Pedro, Sau (66’ Farias).  All: Rastelli


LAZIO: Strakosha, Basta (79’ Patric), de Vrij, Hoedt, Radu (66’ Djordjevic), Parolo, Biglia, Lulic, Keita ( 71’ Luis Alberto), Anderson, Immobile.  All: Inzaghi


Arbitro: Guida