Proprio oggi, cento anni fa, la Lazio all'assalto dello scudetto

Il 5 luglio 1914 i biancocelesti giocano la finale per il titolo contro il Casale: la squadra di Baccani regge un tempo, poi perde 7-1, ma può vantare un record...

Desk2 5 luglio 2014
[b]di Adriano Stabile[/b]


Sono passati cento anni dalla prima Lazio a un passo dallo scudetto. Il 5 luglio 1914 la squadra biancoceleste, che ancora si chiama Società Podistica, sfida il Casale nell’andata della finale per il titolo, al campo sportivo di viale Priocco a Casale Monferrato. Altri tempi, il campionato di calcio si disputa su vari gironi: lombardo-piemontese, piemontese-ligure, veneto-emiliano-lombardo, toscano, laziale e campano, con finali per il nord e per il centro-sud. Alla fine delle qualificazioni escono fuori le due squadre finaliste per il titolo italiano, una appunto proviene dal nord, il Casale, e l’altra dal centro-sud, la Lazio, allenata da Guido Baccani, che nel 1929 sarà anche tecnico della Roma.
La differenza tra le due scuole calcistiche è ancora marcatissima: il Casale è praticamente sicuro di vincere il campionato italiano. La Lazio però non si dà per vinta e, quel 5 luglio di cento anni fa, combatte ad armi pari nei primi 45 minuti impressionando gli addetti ai lavori. Nella Lazio mancano il mediano Mario Di Napoli, l’attaccante Bona e il capitano Fioranti, impegnato a Genova per motivi di lavoro (proprio così...). Si rivede in campo il segretario Perugini, che non giocava da un paio d’anni. Nel Casale non c’è il mediano della nazionale Barbesino, squalificato per una rissa scoppiata in occasione della partita vinta in casa dell’Inter, il 21 giugno. Barbesino negli anni Trenta diventerà allenatore della Roma (lanciando Amedeo Amadei in Serie A a 15 anni) e morirà in guerra come aviatore nel 1941.



[b]Il record di vittorie iniziali, meglio della Roma di Garcia. [/b]La superiorità tattica e tecnica dei piemontesi è palese, ma i biancocelesti si difendono bene ripartendo in contropiede: al 26’ i padroni di casa passano in vantaggio con il bomber Varese, che trafigge il portiere Serventi con un tiro violento. Si va al riposo in un clima festoso, con i tifosi piemontesi che applaudono sportivamente i giocatori romani. Nella ripresa il Casale dilaga grazie alle reti ancora di Varese, Ferraris I, Ravetti (doppietta), Gallina II (la foto all'interno di questo articolo si riferisce a quella segnatura, in primo piano c'è il portiere laziale Serventi) e Mattea. L’unico gol laziale porta la firma del 30enne centrocampista Angelo Zucchi, su azione di calcio d’angolo. Finisce 7-1 nonostante le parate di Serventi e la prova gagliarda di Maranghi, Faccani e Consiglio. Il titolo italiano è al sicuro per il Casale che, una settimana dopo, nel ritorno giocato allo Stadio Nazionale di Roma, si impone per 2-0 con le reti di Ravetti e Mattea. Alla Lazio resta l’onore delle armi e un record imbattuto: 14 vittorie consecutive iniziali tra girone laziale e semifinale interregionale. Un primato che neanche la Roma di Garcia, arrivata nell’ultima stagione a dieci successi, può vantare.



[b]5 luglio 1914 – Finale campionato nazionale (gara di andata), ore 17.45[/b]

[b]Casale:[/b] A. Gallina (I), Scrivano, Busancano, O. Rosa, Mattea, G. Parodi, Bertinotti, A. Varese, P. Ravetti, G. Gallina (II), Ferraris (I).

[b]Lazio:[/b] Serventi, Levi (II), Moretti, Maranghi, Faccani, Zucchi (II), Coraggio, Saraceni (I), Consiglio, Corelli, Perugini.

[b]Arbitro:[/b] Scamoni di Torino.

[b]Reti:[/b] 26' e 50' Varese (C), 54' Ferraris I (C), 62' Ravetti (C), 63' Gallina II (C), 65' Ravetti (C), 73' Zucchi II (L), ?? Mattea (C).