Addio alle orecchie a sventola: "piegando" il padiglione basta mezz'ora

Con Earfold la convalescenza è praticamente azzerata: basta un giorno di bendatura, a fronte dei 20 che servono dopo l’intervento chirurgico

Orecchie a sventola

Orecchie a sventola

globalist 18 dicembre 2016

Per correggere un difetto che non tutti accettano come le orecchie a sventola è stato progettato un intervento che può durare solo una mezz'ora in anestesia locale. L'operazione chirurgica tradizionale potrà essere superata grazie a «Earfold», letteralmente “piega orecchio”, un’invenzione del chirurgo plastico britannico Norbert Kang, introdotta in Italia dalla multinazionale statunitense Allergan. E proprio un istituto milanese, l’Iclid (Istituto di Chirurgia e Laser Chirurgia in Dermatologia) di via della Moscova, è stato scelto come struttura pilota per le prime applicazioni. "Si tratta di una clip di nitinol, una lega speciale di nichel e alluminio, molto resistente e duttile, oltre che biocompatibile grazie a un rivestimento in oro a 24 carati. Viene inserita sotto la cute dalla parte anteriore dell’orecchio, diventando quasi invisibile, e piega la cartilagine del padiglione auricolare senza alcun dolore e in modo permanente", spiega Michela Galimberti, chirurgo estetico e direttore sanitario di Iclid.


Vantaggi sia sul tempo che sul costo. "Se è sufficiente una clip per orecchio si spendono tra i 2.400 e i 2.900 euro, e l’intervento dura mezz’ora. Inoltre, con Earfold la convalescenza è praticamente azzerata: basta un giorno di bendatura, a fronte dei 20 che servono dopo l’intervento chirurgico". I vantaggi, però, non finiscono qui. Anzi. "Uno degli aspetti più importanti è che il paziente può vedere in anticipo quale sarà l’effetto della correzione. È possibile addirittura decidere insieme a lui quanto portare le orecchie vicino alla testa".
Dal 2007, anno della fondazione dell’istituto, sono stati parecchi i vip a sdraiarsi sui lettini dell’Iclid. "Ci sono tante personalità di spicco della politica, del mondo della tv, dello sport, soprattutto calciatori", assicura Pier Luca Bencini, direttore scientifico della struttura. Gli interventi più richiesti? "Noi ci occupiamo soprattutto di soft-chirurgia, perché i pazienti vogliono che la mano del chirurgo sia visibile il meno possibile. Quindi, trattamenti anti-aging col laser, che tolgono 10 anni di vita senza che si modifichi nulla; ultrasuoni, soprattutto per togliere le rughe sul collo, sulle braccia e sulle gambe; liposuzioni, frequenti soprattutto tra gli uomini; criolipolisi, una tecnica non invasiva che permette di congelare il grasso in eccesso, usata soprattutto per eliminare le cosiddette maniglie dell’amore".