L'allarme delle Nazioni Unite: la crescita del livello degli oceani più veloce del previsto

Potrebbe toccare i 65 centimetri entro la fine del secolo, con seri problemi per le località costiere.Lo sostiene uno studio delle Nazioni Unite che conferma una tendenza in atto da tempo

La Terra

La Terra

globalist 14 febbraio 2018

La crescita del livello degli oceani sta accelerando e potrebbe aumentare di 65 centimetri entro la fine del secolo, secondo le stime delle Nazioni Unite. Una circostanza che potrebbe porre seri problemi alle città costiere.
Il tasso di aumento annuale dell'oceano, che attualmente è di circa 3 millimetri, potrebbe più che triplicare per raggiungere altri 10 millimetri ogni anno entro il 2100, secondo i dati pubblicati dall'Accademia americana delle Scienze.
I risultati di questo lavoro, basato sulle informazioni raccolte dai satelliti nell'arco di 25 anni, "sono sostanzialmente in linea con le proiezioni del rapporto AR5 (presentato nel 2014) del gruppo di esperti delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ".
"Questa accelerazione, causata principalmente dallo scioglimento dei ghiacci di Groenlandia e 'Antartide, ha il potenziale di raddoppiare l'aumento totale dei livelli dell'oceano entro il 2100, rispetto alle proiezioni che presumevano che sarebbe stato costante", ha spiegato l'autore principale dello studio ,Steve Nerem, professore di ingegneria aeronautica presso l'Università del Colorado.
Con questo aumento in accelerazione ogni anno, il livello degli oceani crescerebbe di oltre 60 centimetri entro la fine del secolo, secondo il professor Nerem. "E questa è naturalmente una stima prudente", avverte.
Il cambiamento climatico sta determinando l'aumento dell'oceano attraverso due fenomeni: il rapido scioglimento dei ghiacci nei poli e la crescita delle concentrazioni di gas serra nell'atmosfera.
Questo ultimo fenomeno riscalda la temperatura dell'acqua. L'acqua calda, meno densa di quella fredda, occupa più spazio. Questo meccanismo è già all'origine di metà dei sette centimetri di aumento osservato negli ultimi 25 anni, sempre secondo Nerem.
"Questo studio mette in evidenza l'importante ruolo che i dati satellitari possono svolgere nella convalida dei modelli di proiezione climatica", ha affermato John Fasullo, climatologo del Centro nazionale per la ricerca atmosferica e coautore dello studio.