Puppato: il Pd ascolti la piazza di Rodotà

La senatrice Pd andrà il 12 in piazza del Popolo. "Noi siamo dove sta la gente, ma abbiamo anche il diritto dovere di cambiare la Costituzione". [Fabio Luppino]

Desk4 8 ottobre 2013
di Fabio Luppino

Laura Puppato, senatrice pd, andrà alla manifestazione del 12 ottobre promossa da Rodotà, Landini, Zagrebelsky e altri per la Costituzione?


Non ho aderito individualmente. Vado per la stima che ho per i promotori e per i temi messi in campo. Cioè, prestare la massima attenzione su qualsiasi modifica che possa produrre stravolgimenti all'assetto dei principi lasciati a noi dalle madri e dai padri costituenti.


La considera una manifestazione di sinistra o un'iniziativa dell'Italia civile a difesa della Carta nel senso più ampio?


Le persone e le associazioni che hanno promosso questa manifestazione non sono disponibili a farsi strumentalizzare da nessuno, tanto meno da chi vede in questa iniziativa il primo passo per la creazione di un nuovo soggetto politico. So per certo che c'è stata una ferma presa di posizione, non concedendo alcun margine a chi volesse utilizzare questa manifestazione per scopi altri.


Il Pd avrebbe dovuto aderire?


Non credo lo possa fare. Il Pd si sta impegnando per la modifica della Costituzione in questi mesi. Il 12 si rappresenteranno i dubbi e le preoccupazioni legati alle modifiche eccessivamente celeri e poco soppesate sui temi fondamentali. In quella sede si inviteranno i saggi a valutare bene le iniziative da prendere.


Il Pd non può aderire perché si può trasformare in una manifestazione contro il governo?


No, non credo proprio. Rodotà ha spiegato benissimo il senso della manifestazione. Tra l'altro, nelle modifiche che sono state apportate proprio per volontà del Pd all'articolo 138 si è inteso scegliere un periodo meno breve per l'iter di modifica della Costituzione, riducendo però il numero di voti per sottoporre a referendum l'articolato e il numero di firme da raccogliere.


Molti elettori del Pd saranno in piazza del Popolo sabato. Non sarebbe stato più utile dialogare da parte del Pd con i promotori? Considerando che molti di voi andranno a titolo individuale, lei, Civati...


Toglierei il titolo individuale. Questa non è una manifestazione contro il governo, non è preconcettualmente contraria a qualsiasi modifica della Costituzione perché abbiamo il diritto dovere di farlo laddove va ridimensionata l'attuale rappresentanza pletorica, come è giusta la modifica della composizione delle due Camere, tutte questioni sul tappeto da anni, dove è legittimo aspettarsi cambiamenti. I timori sono sulla debolezza di rappresentanza del Parlamento, cosa vera solo in parte perché Pd, Sel e Cinque Stelle hanno scelto criteri di selezione democratica dei propri eletti, con primarie o parlamentarie.


Perché no a titolo individuale?


Non ha senso dirlo, come volessi intendere che il Pd non deve essere coinvolto. Il Pd deve stare dove sta la gente e deve ascoltare quello che la gente ha da dire. Esattamente come sono andata in Val di Susa a conferire con i sindaci, ritengo corretto ascoltare le opinioni di personalità e associazioni importanti e qualificate per parlare della Costituzione. Dopodiché il Pd è un partito che ha il diritto dovere di fare le proprie scelte in Parlamento in relazione a proprie convinzioni e in virtù anche dell'ascolto. Ascoltare è come entrare in acqua, bagnarsi con altre opinioni e decidere. E' la democrazia.