Caso Mediaset, Puppato (Pd): no a ritorsioni sul governo o ce ne andiamo

La senatrice democratica avverte i parlamentari del Pdl: un'eventuale dimissione di massa sarebbe gravissima. Basta con le minacce e le ritorsioni politiche.

Desk2 30 luglio 2013
Poche ore ancora alla sentenza della Corte di Cassazione sul caso Mediaset, che potrebbe condannare in via definitiva Silvio Berlusconi a 4 anni, pena inflitta dal tribunale in primo grado, poi confermata dalla Corte d'appello di Milano. "Se la Cassazione conferma la condanna di Berlusconi, il Pdl non pensi a minacce e ritorsioni, perché per noi democratici non sarebbe possibile procedere di un passo a sostenere un governo con un alleato che si macchi di arroganza istituzionale, molti di noi se ne andrebbero".



Per la senatrice del Pd Laura Puppato "qualunque sia la sentenza ci troveremmo di fronte a una decisione indiscutibile che ha già avuto tre gradi di verifica: metterla in discussione sarebbe obiettivamente eversivo".



"Esiste il principio della divisione dei poteri che è alla base di tutti gli Stati moderni. Temere che vi siano contraccolpi sul governo per effetto di una sentenza - ha osservato Puppato - significherebbe che siamo in una democrazia irrisolta con un problema gravissimo: aggrappare le sorti di un Paese ai destini di una singola persona. Mi sembra semplicemente folle".



La democratica definisce "gravissime" le eventuali dimissioni di massa dei parlamentari Pdl e invita il centrodestra a "liberarsi dei propri pregiudicati come noi ci siamo liberati dei nostri". In caso di condanna, ha tenuto a sottolineare, "è automatico che voteremmo la decadenza, perché vanno rispettate le leggi e le sentenze. Oggi noi dobbiamo restituire fiducia nelle istituzioni, nessuno pensi di poter cancellare le regole in funzione e per necessita' individuali".