Terrorismo, Gentiloni: “In Italia rischio radicalizzazione nelle carceri e sul web”

Il premier in conferenza stampa: “Da noi le dimensioni numeriche sono minori ma questo non ci deve indurre a sottovalutare il fenomeno”

Paolo Gentiloni

Paolo Gentiloni

globalist 5 gennaio 2017

Dopo l'incontro con la Commissione di studio sul fenomeno della radicalizzazione e dell'estremismo jihadista il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell'Interno Marco Minniti hanno indetto una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Uno dei risultati più importanti" del lavoro della commissione sulla radicalizzazione - ha detto Gentiloni - è aver appurato che "i percorsi di radicalizzazione si sviluppano soprattutto in alcuni luoghi, nelle carceri e nel web, più che in altri luoghi che abbiamo magari molto seguito negli scorsi anni o decenni. Non c'è un percorso uguale per ciascuno dei soggetti che si radicalizzano, sono situazioni molto diverse. Ma bisogna lavorare sulle carceri e sul web per la prevenzione"


"C'è una specificità italiana nei fenomeni di radicalizzazione”, ha continuato il premier, “per certi versi è più rassicurante nel senso che le dimensioni numeriche della radicalizzazione sono minori che in altri Paesi. Ma il fatto di avere un numero minore di persone radicalizzate o foreign fighters non ci deve indurre a sottovalutare il fenomeno e la necessità di capirlo".


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